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Woody Allen

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere

Woody Allen


1972 » RECENSIONE | Commedia | RE-VISIONE
Con John Carradine, Woody Allen, Lou Jacobi, Gene Wilder, Burt Reynolds



02/08/2019 di Claudio Mariani
Allen veniva da due commedie fortunatissime, Prendi i soldi e scappa e Il dittatore dello stato libero di Bananas, in un momento, quello degli esordi, in cui le cose iniziavano decisamente a ingranare. Con questo film voleva fare di più, ma restando sempre sulla stessa linea di comicità che avrebbe poi abbandonato nel giro di qualche anno, per dedicarsi a commedie sofisticate o a film drammatici. In verità quello che vediamo noi non è il prodotto che aveva inizialmente in mente: ispiratosi a un libro molto famoso all’epoca, in cui lo scrittore sessuologo David Reuben rispondeva a domande che erano in parte un tabù per l’epoca, Allen decise di fare un film “a spezzoni” con varie situazioni ispirate alle “sue risposte” a tali domande. L’idea è rimasta, ma i brevi spezzoni sono diventati solo sette episodi (ne fu girato un ottavo con lo stesso regista e la sua moglie d’allora Louise Lasser a interpretare due ragni, che fu poi scartato). In più, ancora agli inizi, si fece convincere da produttori e distributori a modificare la sequenza dei vari capitoli del film, relegando alla fine il migliore, che il regista newyorkese voleva invece in apertura. Per cui i suoi ricordi a tal proposito sono un po’ “delusi” giudicando il prodotto finale.

Però, lo stesso regista è consapevole che, nonostante tutto, il film ebbe un’ottima accoglienza di pubblico, tanto da essere uno dei film a episodi più fortunati di tutti i tempi. Allen si ritaglia il ruolo di attore in quattro storie che sono molto eterogenee fra loro. Ed è un po’ questo il registro del film: non legare per niente le varie vicende, che potrebbero essere godute separatamente e anche in momenti diversi. Si va dunque dalla farsa shakesperiana ambientata in un medioevo improbabile, alla parodia pura degli esperimenti di un dottore pazzo, che getta nel panico il mondo, all’analisi di un uomo innamorato di un animale, e così via.

Se l’episodio iniziale (Gli afrodisiaci funzionano?) non consegna nulla alla storia e alla carriera di Allen, il secondo (Cos’è la sodomia?) già lascia un segno indelebile: un grandissimo Gene Wilder ci regala uno dei momenti più belli con la sua storia d’amore con una pecora! Nel terzo, Perché alcune donne fanno fatica a raggiungere l’orgasmo?, Woody vuole fare di più, ambientando l’episodio a Roma e recitandolo completamente in un curiosissimo italiano, per cui diviene indispensabile vederlo nella versione originale. Con I travestiti sono omosessuali? Si intravede il tocco alleniano del futuro, ma tuttavia il risultato resta comunque abbastanza trascurabile. Invece con Chi sono i pervertiti? è allestito un falso show televisivo: questo è uno dei capitoli meglio riusciti e che anticipa curiosamente di parecchi anni il capolavoro Zelig.

Il penultimo episodio è quello dell’esperimento di un dottore folle che crea una tetta gigante che terrorizza la gente. Storia comica -forse fin troppo- e abbastanza stupida, anche se il genio newyorkese ne parla comunque bene dopo decenni.

Rimane un capitolo a parte per Cosa succede durante l’eiaculazione? -il più conosciuto- dove Allen si re-inventa spermatozoo con tutte le sue paturnie mentali prima di essere mandato in missione fecondativa. Idea e ricostruzioni geniali con un Burt Reynolds alla cabina di regia per coordinare l’atto sessuale. Esilarante.

Insomma, un film comico del 1972 che, nonostante il tema più volte poi sviscerato nei decenni successivi, non perde smalto anche a 45 anni di distanza.



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