Woody Allen

Harry a pezzi

Woody Allen


1997 » RECENSIONE | Commedia | RE-VISIONE
Con Woody Allen, Judy Davis, Robin Williams, Mariel Hemingway, Billy Crystal, Kirstie Alley



11/02/2019 di Claudio Mariani
Film “particolare” di Allen, la cui storia si sposa perfettamente con il titolo originale: Deconstructing Harry, da noi più semplicemente Harry a pezzi. Harry è uno scrittore, e il titolo si riferisce sia alla situazione della sua vita, sia alla tecnica di narrazione e di montaggio del film (volutamente “discontinuo” e all’apparenza quasi sbagliato). Harry è una persona decisamente spregevole, in parte subdola, inaffidabile, dipendente da alcol e sesso e con la tendenza a rovinare i rapporti e tutto il resto. In più sta vivendo il blocco dello scrittore. E’ in caduta libera nel suo sfaldamento totale.

Un personaggio veramente distante da Allen, tendente all’equilibrio, ai rapporti saldi e duraturi, e che non ha mai vissuto crisi da blocco dello scrittore. L’autore decostruisce con quest’opera anche se stesso, dandone una versione agli antipodi da se, e lo fa utilizzando anche strategie narrative a suo modo geniali. Infatti la storia, tuttavia seriosa e vagamente drammatica, è un pretesto per inserire una serie di storielle comiche, usando un caleidoscopio di strategie fatte da semplici flash back, situazioni surreali e alternanze tra ricordi e ricostruzioni in forma letteraria che il protagonista usa nei suoi libri. Così spesso un personaggio è interpretato da due attori, che si alternano nelle scene. Questa trovata raggiunge il culmine quando il protagonista -stordito da una canna- incontra il suo alter ego!

Allen usa anche un linguaggio poco usuale nei suoi film, in parte sboccato e diretto -almeno per i suoi canoni- e anche con qualche licenza in tal senso per le immagini. E ci butta dentro surrealismo e straniamento, utilizzando poi molte intuizioni comiche all’apparenza slegate tra loro, come l’episodio della morte che bussa o il flash back dedicato ai genitori. Ne esce uno dei film più divertenti e interessanti della sua filmografia. Pellicola in cui riesce anche ad attaccare frontalmente la religione ebraica.

E’ un Allen che riesce ad omaggiare inconsciamente Bergman per la storia, Fellini per alcuni episodi a metà tra sogno e realtà, e sé stesso, agli inizi della carriera, quella della sua verve più comica.

La carrellata di attori è quasi infinita, si va da due mostri sacri della commedia, come Robin Williams e Billy Crystal, il primo sotto forma di personaggio sfuocato (altra grande trovata geniale) e il secondo come novello diavolo. E poi c’è ancora una volta l’incredibile Judy Davies, Demi Moore, Cristey Allen, Elizabeth Sue, solo per citarne alcune.

Al finale le sorpresa più bella: con il gran raduno dei suoi personaggi che vengono a rendergli omaggio, e con la dura considerazione finale dello scrittore protagonista sul fatto che “tutti vediamo la stessa verità, ma spetta a noi decidere come distorcela”.



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