Woody Allen

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Woody Allen


2006 » RECENSIONE | commedia
Con Woody Allen, Hugh Jackman, Scarlett Johansson, Jim Dunk, Jody Halse, Robyn Kerr, Kevin McNally, Ian McShane

di Claudio Mariani
Se non fosse prossimo ai 71 anni, se non fosse che alle spalle figurino già una quarantina di suoi film (che lo rendono uno dei registi più prolifici della storia del cinema), diremmo che da qualche anno è iniziata la seconda vita di Woody Allen, quella londinese. Dopo trent’anni e più a raccontarci le inquietudini, le fobie e le passioni nella sua Manhattan, questa è già la seconda pellicola ambientata nella capitale inglese. Se nell’ultimo caso avevamo un vero e proprio capolavoro drammatico, in questo nuovo, puntualissimo film di Allen, il registro torna ad essere amabilmente comico. Inserito ancora nella storia il registro del giallo (ma più nella direzione di “Misterioso omicidio a Manhattan” che in quella di “Match Point”), trattato in questo caso in chiave prettamente divertente, il film dimostra che la vena creativa del regista americano sembra essere inesauribile e ciò che riesce a creare in questo caso è una perfetta alchimia di battute, scene e storia che nonostante il tema trattato, più leggere di così non potevano essere. Il valore aggiunto della pellicola è il ruolo di Allen che, dopo una serie di film diretti senza interpretarli, si costruisce addosso uno dei personaggi più comici di tutta la sua carriera artistica. La sua parte del mago imbonitore, imbranato nella vita, è stupendamente disegnata sulla sua consumata pelle da cabarettista. Sicché fioccano le battute e le scene esilaranti, e di fianco a lui una perfetta Scarlett Johansson, giovane giornalista che si imbatte nello stesso momento in un amore irresistibile (un impassibile e statuario Hugh Jackman) e in un mistero da risolvere, grazie alle soffiate di un giornalista deceduto che si materializza magicamente sul palco durante un’esibizione di magia per lanciarle la soffiata. Un bel mix, bilanciato e a tratti irresistibile.C’è poco altro da scrivere, Allen siamo convinti che interpreti la sua carriera registica come un lavoro vero e proprio, spesso vuole farci ridere, altre volte pensare ma mai vorrebbe farci uscire da un cinema delusi o appesantiti da quella che fino a prova contraria è una forma di intrattenimento. Aspettiamo il prossimo passo di Woody, ad occhio e croce tra un anno, nell’immancabile appuntamento annuale che ci accompagna (fortunatamente) da molto tempo e che speriamo continui a cadenzare l’incedere inarrestabile del tempo.

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