Woody Allen

SOGNI E DELITTI

Woody Allen


2007 » RECENSIONE | Drammatico, Thriller
Con Ewan McGregor, Colin Farrell, Hayley Atwell, Tom Wilkinson, Sally Hawkins

di Claudio Mariani
A volte è giusto e doveroso stroncare anche i propri idoli, come è anche giusto pretendere da loro sempre il meglio, anche se, siamo consapevoli, non è facile esprimersi sempre ad alti livelli. E il caso di Woody Allen è emblematico, visto che uno dei newyorkesi più famosi del mondo ha anche una produzione di opere molto feconda, riuscendo con cadenza annuale a fornire un nuovo film ai fans e non. Allora è più facile incorrere in passi falsi, la cosa che fa dispiacere in questo caso è che lo fa proprio nella terza parte dell’ideale trilogia londinese del crimine, come qualcuno l’ha già definita. Volato alcuni anni fa nella terra d’Albione, ha girato una delle opere più belle della sua carriera, quel “Match Point”, sospeso tra dramma-thriller e leggera indagine poliziesca, riflessione importante sul caso e sulla fortuna; aveva continuato poi con una deliziosa commedia come “Scoop”, per poi arrivare, prima del saluto - definitivo?- all’Inghilterra, a questa nuova opera. Opera che delude, e non poco. Film che risulta noioso oltremodo, senza verve, con pochi spunti, scialbo anche dal punto di vista della sceneggiatura. Sceneggiatura che, a differenza dei film precedenti, non riesce mai a coinvolgere lo spettatore, anche se, a dir la verità, per la prima mezzora fa sperare in bene, ma poi il film scivola nello scontato e nel poco coinvolgente. La storia è quella di due fratelli che, indebitati, accettano di commettere un omicidio, i due reagiscono in maniera differente, con estremo senso di colpa l’uno, e assoluto menefreghismo l’altro. L’opera voleva essere una riflessione sul senso di colpa ma non riesce a dare nulla o poco niente, se non noia. Peccato, perché, per quanto riguarda le interpretazioni, qua gli alti livelli sono rispettati, come in gran parte dei film di Allen: da un McGregor che svolge bene il suo compito, ad una sorprendente Hayley Atwell, fino ad un fantastico Colin Farrell che con le sue facce al limite della commedia regala le scene più belle del film. Per il resto rimane solo una delusione, film penalizzato in parte anche dal doppiaggio e dalla traduzione del titolo che del “Cassandra’s dream” originale non lascia traccia, perdendo così gran parte del riferimento classico della storia. Allen al quarantesimo film (più o meno, abbiamo perso il conto), dopo molti capolavori e tantissime opere degne, inciampa, ma è già lì in piedi, pronto fra un anno circa - ne siamo sicuri - a stupirci con la sua nuova storia, ancora europea, questa volta ambientata in Spagna. Noi lo aspettiamo.

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