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Woody Allen

INCONTRERAI L'UOMO DEI TUOI SOGNI

Woody Allen


2010 » RECENSIONE | commedia
Con Naomi Watts, Josh Brolin, Anthony Hopkins, Antonio Banderas, Anna Friel, Freida Pinto, Ewen Bremner, Gemma Jones, Lucy Punch

di Claudio Mariani
A differenza delle ultime opere di Allen, di questa nuova fatica non c’è molto da dire. Forse sarebbe il caso di premettere subito che è un film che si fa vedere, ma che non regge il confronto con la pellicola precedente, quel “Basta che funzioni” che girava su canoni prettamente comici. Qua invece si torna alla commedia “alla Allen”, dove si ride due volte (attenzione, non è un modo di dire, due ma proprio due), si sorride molto ma dove si pensa anche molto. Quasi al limite del genere: l’impressione è che basterebbe una colonna sonora diversa per trasformare questo film in drammatico. Infatti l’eccezione era più la pellicola precedente che questa, e forse proprio per questo fatto, il film, seppur godibile, sembra un poco “stanco”, un poco ripetitivo nei suoi contenuti. La storia però è orchestrata bene, si parla di una famiglia da cui si dipanano diverse tematiche che affrontano un doppio registro: da una parte le “faccende amorose” che interessano la coppia sposata Sally (Naomi Watts) e Roy (Josh Brolin) che si sfalda e si indirizza verso relazioni esterne, consumate o no; poi ci sono i genitori della protagonista, che, anziani, divorziano. Helena (Gemma Jones), che ha il compito di aprire il film, si rifugia nella cartomanzia per trovare una scappatoia ed un nuovo amore, Alfie (Anthony Hopkins), benestante signore tra i sessanta e i settanta, perde letteralmente la testa per una puttana (Lucy Punch). E questi fatti sono trattati con il solito proverbiale senso di leggerezza dell’autore. Poi l’altro registro, che riguarda il protagonista, scrittore in un momento di crisi che ruba un manoscritto a un amico apparentemente defunto, viene aspramente giudicato e condannato dal regista, che sembra non lasciargli scampo. Quasi ad affermare che i peccati del cuore si possono perdonare, ma altri assolutamente no. Il tutto appoggiandosi al riferimento Shakesperiano che ci viene annunciato attraverso una voce narrante: “assisterete a una storia senza troppo significato”! Poi si giungerà alla conclusione che alla fine, la vita non ha un senso preciso, come allo stesso autore piace ricordarci spesso. Come sempre, attori perfetti, partendo dagli ineccepibili Watts e Hopskin, passando da un appesantito Brolin, a un inedito e compassato Banderas e alla Punch, quella che strappa più sorrisi. Solita condanna senza mezzi termini alla traduzione italiana del titolo, che snatura il riferimento alla frase che Helena ripete ossessivamente, ma di questo non ci stupiamo più. In conclusione è un’opera che si fa apprezzare, ma che probabilmente verrà dimenticata in fretta; e per chi fagocita Allen, meglio un film così all’anno che un capolavoro ogni cinque anni, anche perché l’età dell’autore non può garantire una produzione infinita…

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