Glen Hansard appartiene a quella schiatta di cantautori che su disco sono convincenti, ma dal vivo si imprimono nella memoria del pubblico e stabiliscono con esso un contatto talmente profondo e viscerale da spingerlo a ripetere l'esperienza. Per l'artista irlandese, ogni concerto è un'occasione assoluta, come se cantasse e suonasse per la prima o l'ultima volta, come se ne andasse della vita di tutti; lui si dà totalmente, con uno slancio energico e insieme con una padronanza di sé, del palco, dei suoi musicisti, che non può non trascinare.
Mescalina lo segue dai tempi della sua partecipazione a
The Commitments, dai suoi live con The Frames,
dalla sua esperienza come
The Swell Season, compreso il film
Once, dai primi concerti italiani da solista, a
Bologna (2012),
Milano (
due volte, nel 2013),
Roma e
Gardone Riviera (2019), nel piccolo accogliente rifugio di
Peccioli (2023), e di nuovo a
Roma (2024). Per questo, salutiamo con gioia il primo disco di un dittico, registrato live in due serate dell'Aprile 2025 nel
Funkhaus di Berlino, l'ex complesso radiofonico dell'Est tedesco.
Don't Settle - Transmissions East (Vol. 1) come il secondo volume
and West, in arrivo entro l'anno, è stato registrato senza overdub vocali, autotune né editing, alla "buona la prima", perché i due dischi siano strumenti di trasmissione che ricapitolano un denso percorso passato, e anticipano evoluzioni future. La tracklist del primo volume propone infatti un excursus lungo tutta l'esistenza artistica di
Hansard, dai toni energici, ma mai enfatici, di
Don't Settle, in
This Wild Willing (2019) alla carica rock di
Down On Our Knees, o all'irish sound di
The Feast of Saint John, in
All That Was East Is West of Me Now (2023) o della torrenziale
Fitzcarraldo, inossidabile cavallo di battaglia dei
Frames, al blues tinto di soul di
Wreckless Heart, da
Between Two Shores (2018), fino al folk con intarsi di fiati di
Lowly Deserter, in
Didn't He Ramble (2015).
Hansard sa come officiare il rito, armato della sua chitarra bucata da busker, di un piano che sa accarezzare, e della sua voce versatile e vibrante, che ci ricorda le sue origini, in un'emozionante versione del traditional Carrickfergus, che mette in evidenza la sua bravura nel praticare una sorta di Sean Nós, lo stile antico, il canto a cappella dalla grande intensità emotiva. Ma grande merito va anche a quella che sarebbe riduttivo chiamare band; un'orchestra vera e propria, che include membri dei Frames come Rob Bochnik alla chitarra, Joe Doyle al basso e Graham Hopkins alla batteria, oltre al piano di Ruth O’Mahony-Brady, al violino di Gareth Quinn Redmond, Michael Buckley al sax, e Ronan Dooney alla tromba, una sezione di fiati che arricchiscono la già nutrita palette di colori di un cantautore sensibile e generoso.
La prima Transmission è arrivata a destinazione; non vediamo l'ora di ascoltare la seconda, e intanto aspettiamo anche i suoi live italiani, che manterranno tutto ciò che promettono. E anche di più. Ecco il calendario ufficiale dei concerti di dicembre 2026:
11 Dicembre 2026 – PARMA – Barezzi Festival (Teatro Regio)
12 Dicembre 2026 – MILANO – Magazzini Generali (data confermata nel tour 2026)
14 Dicembre 2026 – ROMA – Auditorium Parco della Musica
15 Dicembre 2026 – BOLOGNA – Teatro Comunale