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Italiana • Canzone d`autore

Eugenio Finardi Tutto

2025 - EFSOUNDS

02/06/2025 di Silvano Terranova

#Eugenio Finardi#Italiana#Canzone d`autore

A cinquant’anni esatti dalla pubblicazione del suo primo disco, quel Non gettate alcun oggetto dai finestrini che tracciò le coordinate di uno stile cantautorale in cui musica e parole, a differenza di quanto accadeva in altri casi, godono della stessa dignità, Eugenio Finardi può permettersi il lusso, o meglio il privilegio, di consegnarci Tutto, un album che, tra citazioni, rimandi e campioni tratti dalle sue opere precedenti, rappresenta una vera e propria sintesi artistica e spirituale di un’intera carriera (qui lo special a lui dedicato).
 
La prima citazione arriva già nel brano che apre il disco, Futuro, dove, smentendo quanto affermato in quello che è forse il suo brano più celebre, Finardi ammette che “ormai s’è capito che non esistono gli extraterrestri che ci vengono a salvare”. Una constatazione quasi ovvia, verrebbe da dire, soprattutto considerando l’immagine di desolante solitudine con cui si chiudeva quella canzone, ma un pugno allo stomaco per chi, come me, con quei versi sognanti è cresciuto. Il compito di salvarci, o almeno questa è la speranza dell'artista, spetta adesso all’intelligenza artificiale, che ci permetterà “di volare con gli occhi delle aquile e capire il canto delle balene”. “Oggi ho imparato a volare”, cantava già nel 1976, e ora sappiamo che, per farlo, non servono necessariamente un paio di ali che sfruttano la differenza di pressione spiegata dal teorema di Bernoulli (che dà il titolo al secondo brano del disco), ma può bastare, più realisticamente, un algoritmo.
 
In un disco in cui la spiegazione dell’emblematico titolo va ricercata nella volontà dell’autore di infilarci, attraverso tracce del passato, emozioni del presente e uno sguardo curioso a ciò che il futuro potrebbe ancora riservare, tutta la propria vita, è naturale che più di un brano sia dedicato alle complesse dinamiche alla base dei rapporti tra genitori e figli. È l’eterna lotta, efficacemente descritta nel brano La battaglia, tra il desiderio di indipendenza e la voglia di mantenere vivo (o di ritrovare) un contatto; tra l’istinto del genitore di trasmettere qualcosa e l’esigenza del figlio di librarsi autonomamente in volo. Ma, quando comprendiamo che nessuno, malgrado anni di esperienza vissuta, può davvero insegnare qualcosa ai più giovani (perché, come recita l’antico adagio, non si finisce mai di imparare), allora gli unici saggi consigli che un padre può dare a un figlio sono: guarda il mondo ogni giorno con occhi nuovi e non smettere mai di sognare. Francesca sogna: così canta, insieme alla figlia Francesca (in arte Pixel), in un brano che, non a caso, richiama echi di Amore diverso, la canzone del 1983 dedicata alla prima figlia Elettra, affetta da sindrome di Down. Quel “sogna” è forse, allo stesso tempo, un indicativo presente e un imperativo, una constatazione e un’esortazione dolcissima.
 
In un’opera così totalizzante non mancano, disseminati qua e là e tutt’altro che nascosti, piccoli omaggi a colleghi amati: da Ivano Fossati o Fabrizio De André (la cui Nina continua a volare in La mano di uno che sa) a Vittorio Cosma (da cui Finardi prende in prestito il titolo del brano La facoltà dello stupore, uscito nel 2016), passando per i Massive Attack, il cui sound, come lo stesso Finardi racconta, ha ispirato le sonorità del disco, omaggiati nel brano Massiccio attacco di panico.
 
Scritto, suonato e arrangiato insieme all’inseparabile collaboratore Giovanni “Giuvazza” Maggiore, e arricchito dal basso di Paolo Costa e dalla batteria di Fiamma Cardani (presente però in un solo brano, poiché il suono della batteria è diventato per Finardi, alle prese con fastidiosi acufeni, “doloroso”), Tutto potrebbe essere l’ultimo album del cantautore milanese. Per chi, come me, ha sempre amato la sua musica, sapere che forse non ci saranno altri inediti è un piccolo dolore già intriso di nostalgia; ma un disco come questo, intenso, toccante e ricco di melodie che crescono ascolto dopo ascolto, resta una splendida medicina per lenire quella malinconia.

Track List

  • Futuro
  • Bernoulli
  • Tanto tempo fa
  • La battaglia
  • Francesca sogna (ft. Pixel)
  • La mano di uno che sa
  • Onde di probabilità
  • I venti della luna
  • Massiccio attacco di panico
  • Pentitevi
  • La facoltà dello stupore

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