Martin Scorsese

Drammatico

Martin Scorsese THE AVIATOR


2004 » RECENSIONE | Drammatico
Con Leonardo DiCaprio, Cate Blanchett, John C. Reilly, Kate Beckinsale, Jude Law, Alec Baldwin

di Claudio Mariani
Prendete il più grande regista americano, dategli un budget altissimo, gli attori che vuole, e tutto il tempo necessario per realizzare “il Film”! Curiosamente nel progetto di Scorsese un po’ di influenza del personaggio raccontato Howar Hughes c’è stata... e così è venuto fuori il film che forse porterà finalmente l’oscar all’italoamericano più famoso di Hollywood (insieme a Robert De Niro). Tutti concordi: critica, pubblico, colleghi, ecc. Eppure, qualcosa manca! Manca rispetto ai suoi film degli anni Settanta, manca confrontato all’indimenticabile The Goodfellas (Quei bravi ragazzi), è, in pratica, un ottimo Scorsese, ma non quello ispirato, piuttosto è lo Scorsese imponente (vedi Gangs of New York). E’ un film impeccabile nella sua costruzione, forse con troppi dialoghi “statici” nella sceneggiatura, però è coinvolgente ed accattivante. Questo per due fattori principali: la storia e gli attori. Gli anni d’oro della vita di Howard Hughes, miliardario, pilota, cineasta, playboy, sono indubbiamente quanto di meglio possa chiedere un’operazione biografica in pellicola. Una vita assurda, che passa tra le maglie strette (e anche larghe) della storia americana, incrociando Hollywood, il potere politico, la censura e, soprattutto, personaggi storici. Il protagonista influisce nettamente sulla storia del periodo, rimanendo però schiavo (e vittima) delle sue manie ossessive verso germi e malattie. Mattatore assoluto del film (ed anche del progetto) è Leonardo Di Caprio, col quale Scorsese sembra abbia avviato una collaborazione esclusiva sul modello di quella con De Niro; non ce n’è, l’unica pecca dell’ex Leo-idolo-delle-ragazzine, è quella di avere una faccia pulitina, per il resto le sue doti recitative sono davvero sorprendenti, una grande interpretazione! A far da contorno una serie di ruoli di secondo piano, come Jude Law che fa Errol Flynn, la Beckinsale in Ava Garden, un perfetto Alec Baldwin, ma soprattutto la splendida Cate Blanchett che ci regala una Katerine Hepbourn da sballo, una delle cose più gustose della pellicola. Rimane un grande cinema, direzione verso cui sembra indirizzato Scorsese, facendo l’occhiolino ad Orson Welles (Citizen Kane torna e ritorna durante tutto il film e nell’interpretazione di Di Caprio) e “intrattenendo”, anche se è una parola brutta associata ad un Autore con la a maiuscola. Un film, in pratica, da vedere e magari rivedere, soprattutto nelle sale, dove sicuramente rende di più. Rimane il desiderio di ritrovare un giorno lo Scorsese più pacato, magari a dirigere l’attore che citiamo per la terza volta: De Niro! Ah, la nostalgia...al limite potrebbe far recitare assieme i “suoi” due divi (magari richiamando pure Harvey Keitel...e facciamo tre!), ma questi sono discorsi da bar...anzi, da parrucchiere, rigorosamente per signore...

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