Martin Scorsese

Drammatico, Biografico

Martin Scorsese TORO SCATENATO


1980 » RECENSIONE | Drammatico, Biografico
Con Robert De Niro, Cathy Moriarty, Joe Pesci, Frank Vincent, Nicholas Colasanto, Theresa Saldana, Mario Gallo, Frank Adonis, Martin Scorsese

di Claudio Mariani
Chissà perché i film che entrano nella leggenda sono quelli più travagliati, quelli che sono stati meditati per lungo tempo, rimuginati, quelli in cui pochi ci hanno creduto fino allo spasimo (spesso regista e/o attori) e tanti sono stati quasi costretti a farli (produttori), film che per giunta, nella maggioranza dei casi, non hanno ottenuto un grande successo nelle sale ma che sono divenuti poi dei fari imprescindibili per appassionati e studiosi. “Toro Scatenato” sembra essere l’esempio più calzante di questo genere, film girato grazie alla caparbietà di De Niro che riuscì con moltissima fatica a convincere l’amico Martin Scorsese a dirigere la storia di Jack La Motta, campione di pugilato tra gli anni quaranta e i cinquanta. Indubbiamente il film viene ricordato principalmente per tre caratteristiche: 1) essere la pellicola dedicata alla box più importante della storia (probabilmente anche il film dedicato alla sport in generale); 2) essere il film in bianco e nero dell’epoca del colore più bello; 3) contenere l’interpretazione più incredibile mai vista della storia del cinema, quella di Robert De Niro. Del primo punto si può dire che è risaputo che il mondo del pugilato ha sempre avuto successo nel mondo del cinema, dagli episodi legati al passato come quelli interpretati da Kirk Douglas (“Grande Campione”, ’49), Paul Newman (“Lassù qualcuno mi ama”, ’56), Humphrey Bogart (“Il colosso di argilla”, ’56), Alain Delon (“Rocco e suoi fratelli”, ’60), fino al finire degli anni ’70, con la nuova ondata di Rocky, fino ad arrivare al Denzel Washington di “Hurricane”, il Daniel Day Lewis di “The boxer”, Will Smith con “Alì”, Hilary Shank in “Million Dollar Baby”, tutti gran bei film, tutti di successo. Il motivo è evidente, il pugilato è lo sport più teatrale in assoluto, è il combattimento tra due persone, da sole sul ring, è uno sport pieno di metafore che lascia spazio alle fantasie di cineasti; e non si ferma lì, la vita dei pugili è spesso una tragedia, le origini proletarie, la tendenza alla violenza (anche casalinga), la difficoltà a mantenere i rapporti, la quasi scontata decadenza sia economica che morale alla fine della carriera, l’eccesso di vizi, ecc… E’ un po’ quello che capita con i film dedicati al Jazz, che hanno trovato spesso fortuna. Il secondo punto è una delle forze del film, la splendida fotografia di Michael Chapman fa di “Toro Scatenato” un capolavoro anche dal punto di vista formale, bianco e nero che è stato osteggiato dai finanziatori (paradossalmente costava più del colore), ma che Scorsese ha difeso a spada tratta. La trovata è anche quella di mostrare i filmini della giovinezza del pugile a colori, straordinario! E poi c’è lui, De Niro, e la sua interpretazione, in cui ha portato all’eccesso il metodo Stanislavskij- Strasberg, immedesimandosi oltremodo nella parte, costruendosi un fisico da pugile, per poi ingrassare a dismisura di trenta chili, rischiando serissimi problemi fisici (durante le riprese faticava a respirare). L’attore ottenne l’Oscar più meritato della storia di Hollywood. C’è ancora tanto da dire sul film, si può citare anche l’interpretazione di Joe Pesci, perfetta, e degli altri comprimari (il finto Sugar Ray Robinson su tutti), c’è la vita di Jack La Motta, che ha fatto da consulente diretto al film, seguendo De Niro in ogni dettaglio. Fu un film importante per Scorsese, che fu girato in un periodo molto brutto per lui, sia fisicamente che moralmente e che molti videro come uno specchio della sua situazione, immedesimandosi con il pugile che aveva passato la vita ad autoflagellarsi. Una delle intuizioni migliori del regista fu anche quella di girare ogni combattimento di La Motta in base all’umore del protagonista (l’esaltazione, il momento di sottomissione, la condanna, l’autoflagellazione), rendendo “Toro Scatenato” particolare anche in questo. E come tutti i film travagliati, solo dopo alcuni anni la critica e il pubblico iniziarono ad amare questa pellicola, definendola in breve tempo come la più importante degli anni ottanta e, più in generale, come una delle indispensabili nella storia del cinema moderno. (Re-visione scritta nel giugno 2007)

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