Martin Scorsese

Thriller, Drammatico

Martin Scorsese SHUTTER ISLAND


2009 » RECENSIONE | Thriller, Drammatico
Con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Emily Mortimer, Michelle Williams, Patricia Clarkson, Max von Sydow, Jackie Earle Haley

di Claudio Mariani
Cupo, cupo, cupo. Questo aggettivo ti rimbomba nel cranio dalla prima all’ultima scena di “Shutter Island”. Uno dei film di Martin Scorsese più gotici, claustrofobici ed ermetici mai fatti. In verità da questo punto di vista è molto strana la carriera del regista italoamericano, dove le sue pellicole più “nere” –pochissime- fanno capolino in mezzo a una produzione più eterogenea. Era dai tempi di “Al di là della vita” che Scorsese non si spingeva così pesantemente a fondo nell’oscurità della mente, andando a contagiare tutto il film, dall’ambientazione, alla fotografia, alle scene. La sua malcelata inquietudine, risaputa, è venuta fuori poche volte così esplicitamente, in particolare negli ultimi anni era stata nascosta sempre e solo nei personaggi tutti interpretati dal suo nuovo attore-feticcio, Di Caprio, a cui sembra stia facendo fare un pericolosissimo percorso sempre più arduo, una sorta di discesa all’inferno. Nella fattispecie la nuova fatica di Scorsese, tratto da un libro di Dennis Lehane ‘L’isola della paura’, è un dramma-psycho-thriller implacabile, dove non passa un solo minuto senza quel senso di angoscia ricreato anche e soprattutto con delle immagini precise, nelle quali la luce accecante si alterna col buio pesto. Tutto comincia quando gli agenti dell’FBI Teddy Daniels (Di Caprio) e Chuck Aule (Mark Ruffalo) vengono mandati su un’isola incredibilmente inospitale, dove c’è un manicomio per criminali. Poco a poco il film si trasforma in un gioco di scatole cinesi, dove i misteri si accumulano e dove tutto può essere messo in gioco, e la realtà sembra vacillare. Senza svelare alcunché della trama, basti dire che i flashback e i “sogni-visioni” del protagonista sono dei piccoli capolavori dell’arte registica, scene inquietanti ma indimenticabili, da quelle ambientate a Dachau a quelle dove si vede la moglie del protagonista, ai ricordi dell’episodio chiave del film; splendide sequenze, tra le cose migliori mai fatte dal regista newyorkese. Inutile elogiare lo straordinario talento di Di Caprio, quindi menzioniamo un ritrovato Ben Kingsley e un imperturbabile e perfetto Max Von Sydow, oltre all’altra grande protagonista della storia: l’Isola, che sembra vivere di vita propria. Rimane un altro grande film di Scorsese, che ci rimanda indietro di 60-70 anni -e più- a un modo oscuro di affrontare il cinema, sia negli Stati Uniti che in Europa (soprattutto Germania), ma un avvertimento, importantissimo: se avete mal di testa, evitate di andarlo a vedere! Cupo, cupo, cupo.

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