Gianmaria Testa Vitamia
2011 - Fuorivia
Gianmaria non è mai stato né mai ha voluto essere innovativo ma ci ha sempre regalato canzoni-perle, oggetti misteriosi da conservare gelosamente, piccoli angoli di cielo accuratamente dipinti con i colori più lucenti. Adesso, invece, si presenta tagliente, spigoloso, meno convenzionale. Sottosopra è l’emblema del nuovo percorso di Gianmaria Testa, parla di un operaio e della fabbrica dove lavora. Il suono della batteria è martellante e marziale, sembra quasi un racconto di vita sociale in musica.
Intendiamoci, sono cambiate le sonorità ma la sua passione civile è rimasta tale. Se siete disposti a rinunciare a ballate come La tua voce, alla timida leggerezza dei dischi precedenti, non dovrebbero esserci grossi problemi. Diversamente, vi apparirà un oggetto ostile questo disco, è compatto, energico e fa dei giri strani prima di arrivare al cuore dell’ascoltatore.
Avrebbe dovuto chiamarsi 18000 giorni, come il lavoro che ha portato a teatro con Battiston, e forse avrebbe avuto più senso viste le assonanze con lo spettacolo. Ricorrono, infatti, i temi del lavoro e della precarietà, anche perché, rispetto agli anni passati, l’Italia è cambiata e c’è per un cantautore maggiore urgenza di raccontare le tristi sorti del nostro paese.
