Gianmaria Testa

Gianmaria Testa

Live @ Villa Arconati


08/07/2010 - di Andrea Rossi
L’opening della quarta serata del Festival spetta a Stefano Vergani, 27enne cantautore brianzolo che, a capo dell’Orchestrina Acapulco, intrattiene con le sue storie d’amore e di mercato, condite da atmosfere jazzate, cui gli ottoni danno respiro swing: un crooner apparso ancora acerbo ed impostato, troppo debitore dei suoi riferimenti Conte e Capossela, come anche di alcuni grandi ´minori´ del genere, tipo Luca Ghielmetti.
Quindi, arriva Gianmaria Testa, che, approcciando il pubblico con la pacata intensità che lo caratterizza, inizia da solo alla chitarra acustica proponendo per due volte (causa iniziale problema di amplificazione) ´La nave´, cover di Angelo Ruggiero, ed un paio di suoi classici: ´Dentro la tasca di un qualunque mattino´ e ´Veduta aerea´.
Subito dopo lo raggiunge sul palco Piero Ponzo, arrangiatore, musicista jazz ed antico sodale del cantautore fin dagli esordi, che ne arricchisce il suono con preziose improvvisazioni, alternandosi a clarinetto, sax contralto, harmonium indiano e oggetti vari, tra cui una vecchia valigetta 24 ore usata come percussione, un tubo di plastica ed un sacchetto della spesa…
In un set riuscito, il duo attraversa quasi tutta la produzione di Testa, da ´Montgolfieres´, disco di esordio del lontano 1995 arrangiato dallo stesso Ponzo, dal successivo ´Extra Muros´, e da ´Altre latitudini´ del 2003.
Il concerto si è quindi impennato raggiungendo il picco con versioni appassionate ed emozionanti delle canzoni di ´Da questa parte del mare´, lo splendido concept album del 2006, dedicato al tema della migrazione.
Canzoni scure, di sofferenza e solitudine, di fuga e disperazione, offerte con la grazia e il rispetto proprie di Testa, che mai cade nell’ideologismo, nella demagogia o nel sermone paternalistico.
In mezzo, c’è il tempo per una versione strepitosa e tirata di ´Polvere di gesso´ con Ponzo al sax alto a spingere senza pietà.
I maestri De Andrè e Conte, il blues, qualche atmosfera vagamente americana, il jazz, la forza semplice delle canzoni che sanno parlare dei piccoli momenti individuali e della vita, dolore ed ironia, e mille altre suggestioni si sono mescolate nella serata, coinvolgendo il pubblico che ha chiesto a gran voce i tre bis concessi: ´Gli amanti di Roma´, ´Hotel Supramonte´, ulteriore omaggio a Faber, citato insieme a Pasolini come esempio delle figure di intellettuale di cui oggi avremmo bisogno, e ´Come al cielo gli aeroplani´.

Set list Gianmaria Testa:
La nave
Dentro la tasca di un qualunque mattino
Veduta aerea
Città lunga
Dentro al cinema
Sei la conchiglia
Casanova’s memories (poesia di Piercarlo Giovannone)
Un aeroplano a vela
Una lucciola d’agosto
Via da quest’avventura
Il viaggio
Seminatori di grano
Rrock
Una barca scura
Polvere di gesso
3/4
Al mercato di Porta Palazzo
Miniera
Gli amanti di Roma
Hotel Supramonte
Come al cielo gli aeroplani

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