Gianmaria Testa

Gianmaria Testa

Napoli, Galleria Toledo


02/02/2012 - di Francesco Bove
Gianmaria Testa ti guarda incantato. Sembra un uomo tra le pareti della sua stanza, con una chitarra in braccio e tante storie da raccontare. Canzoni per tutti, popolari. Il pubblico ama i suoi testi, dove l'amore e la passione civile si intrecciano fino a divenire una divisa da indossare, che ci rende riconoscibili agli occhi del mondo.

Lui sembra a tratti un guerriero solitario, dalla sensibilità infinita, altre volte, soprattutto quando abbassa lo sguardo, o trattiene una forte emozione, è un bambino alle prese col suo mondo. Non vuole snocciolare a una a una le sue canzoni migliori, non serve a niente, non vuole esibirsi in un concerto ma vuole semplicemente condividere il suo mondo. Amare è condividere. E lui ama il suo pubblico, lo culla accarezzandolo con le sue melodie. Forse ha ragione quando confessa di non essere un artista ma un comunicatore, comunque sbaglia. Cos'è arte oggi? Il ruolo dell'arte cambia in base all'avvicendarsi di eventi storici. Esiste un concetto alto di Arte, come fenomeno puramente estetico, ma esistono anche “arti”, un artigianato puro e semplice ma, al contempo, potente e forte. Gianmaria Testa è un artigiano e le sue canzoni sono vestiti su misura. Per tutte le stagioni.

C'era lui quando non avevo la mia bussola con me o quando, per un semplice scherzo del destino, l'ho ritrovata. C'erano le sue canzoni, le sue storie, il suo mondo che s'è incontrato col mio. Solo un artista riesce in un simile numero di magia. O un ottimo artigiano. Un comunicatore puro, invece, inganna, è fuorviante, cerca di essere demagogico pur di arrivare all'obiettivo prefissato. Troppo spesso è un personaggio costruito. Gianmaria Testa è semplicemente Gianmaria Testa e la sua musica, le sue parole, le sue storie, in un periodo in cui tutto è preconfezionato e pronto per l'uso, sono essenziali, anche solo per il fatto di essere tangibili.

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