Lampo<small></small>
Italiana

Gianmaria Testa

Lampo

2007 - Le Chant Du Monde / Harmonia Mundi
09/01/2008 - di
Viene ristampato a distanza di otto anni il terzo disco di Gianmaria Testa. All’epoca questo cantautore era poco più di un signor nessuno e con “Lampo” cominciò a guadagnarsi quella considerazione che sta ora meritatamente riscuotendo (ha vinto il Premio Tenco 2007).
Pubblicato in un elegante digipack con un’introduzione scritta da Gilles Tordjman (Les Inrockuptibles) tanto per ricordare quanto i francesi ci avessero visto più lungo di noi, “Lampo” è “il disco dei quarant’anni”, della cosiddetta maturità, anche se in realtà il suo autore era già adulto sin da prima dell’esordio.
Rispetto a “Montgolfières” (1995) e ad “Extra-Muros” (1996), qua è più evidente quanto Testa sappia interpretare nel migliore dei modi il ruolo di cantautore. Come suggerito dal titolo, le canzoni mettono di fronte a piccole situazioni, a bagliori di vita che di solito riusciamo a cogliere solo per brevi attimi: Testa le cattura e ne fa dei bozzetti, dei quadri esistenziali che diventano il suo marchio di fabbrica.
Molti dei pezzi in scaletta sono legati all’idea del tempo, di un tempo affrontato in modo sobrio ma mai dimesso: grazie ad una scrittura semplice ed allo stesso tempo profonda, che fa sembrare brevi anche i pezzi più lunghi, le canzoni hanno la forza di chi sa aspettare e guardare.
Musica leggera sì, ma suonata con la ricercatezza del jazz e con la consapevolezza del folk, a tratti del rock: basti ascoltare il peso data a “Polvere di gesso”, una ballata che lascia graffi interiori senza bisogno di stridere sugli strumenti e sui volumi. Merito di signori musicisti, tra cui David Lewis (piano, tromba, flicorno), Claudio Dadone (chitarre) ed Edmundo Carneiro (percussioni): sono loro i principali responsabili di arrangiamenti, che grazie anche agli interventi di alcuni ospiti compongono un suono grave, fatto di una mediterraneità affatto scontata.
Almeno due pezzi entrano tra i migliori del canzoniere di Testa: la title-track, che con fisarmonica, flicorno e trombone gira su una sapiente aria popolare, e “Gli amanti di Roma”, un cammeo romantico con l’organetto di Riccardo Tesi e il pianoforte di Rita Marcotulli.
Altre chicche sono “Non ti aspetto più”, scritta dall’autore quando ancora lavorava come ferroviere, e “Quello che vale”, con il soffio di un flauto kaval.
La conclusiva “Canzone del tempo che passa” si rivolge direttamente al tempo con sola chitarra e voce, in un modo affatto flebile. Con la stoffa di un vero cantautore.

Track List

  • La tua voce|
  • Polvere di gesso|
  • Petite Reine|
  • Non ti aspetto più|
  • Lucia di notte|
  • L´albero del pane|
  • Biancaluna|
  • Lampo|
  • Gli amanti di Roma|
  • Comete|
  • Quello che vale|
  • Canzone del tempo che passa

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