Dark Times<small></small>
Rock Internazionale • Alternative • dark, kraut, avant, noise, rock, elctro

Ulan Bator Dark Times

2025 - AC Rec

26/01/2026 di Alfonso Fanizza

#Ulan Bator#Rock Internazionale#Alternative

A questo giro, il guru francese Amaury Cambuzat ha impiegato più tempo del solito per rompere il silenzio e rimettere in circolazione i suoi Ulan Bator.
A otto anni di distanza da Stereolith (2017), la pubblicazione di Dark Times rappresenta uno dei ritorni inaspettati, ma sicuramente tra i migliori, che ci ha lasciato il 2025 da poco concluso, a coronamento di una carriera trentennale e d’un impeccabile percorso musicale che ha fatto degli Ulan Bator uno dei progetti francesi più importanti ancora in circolazione.  
Cambuzat è ritornato per elargirci l’ennesimo eccellente lavoro discografico, coadiuvato, come d’abitudine, dal supporto logistico della Acid Cobra, da Mario Di Battista al basso e da una vecchia conoscenza come Franck Lantignac alla batteria e alle percussioni.

Se la pubblicazione del singolo L'Impératrice, come primo assaggio del nuovo lavoro in uscita, aveva lasciato presupporre un possibile ritorno al sound delle origini, per la sua immediatezza e potenza sonora, incuriosendo così le aspettative, l’ascolto di Dark Times, invece, ha cambiato le carte in tavola. Infatti, il musicista francese ha dimostrato, ma non avevamo dubbi, la sua preziosa vena compositiva tendenzialmente predisposta a ispezionare, e districarsi, tra i diversi sentieri musicali.
In perfetta commistione con la melodiosa lingua francese, le dieci composizioni di Dark Times alternano, sia musicalmente sia testualmente, due facce contrapposte della stessa medaglia. Il disco oscilla nel dualismo luce-ombra; infatti, se da una parte si fanno strada le melodie cupe e alienanti di ballate post-rock e dark wave come En Enfer, Ravages, Me(a)too e la Title–track, dall’altra, Cambuzat contrappone l’impetuosità sonora avant e kraut-rock di Solitaire, Inspire e L'Impératrice. Nel contempo, i testi sviscerano una consapevolezza disarmante che, nonostante essi riflettano la difficile situazione attuale, rimarcata sin dal titolo dell’album, diventa presa di coscienza volta a non lasciarsi mai sopraffare e a reagire.

Interamente realizzate da Cambuzat, eccetto Into Nothing, il cui testo è opera di Daniel D. Hedin (LeDays) presente anche come ospite nel disco, le composizioni seguono un filo narrativo che non lasciano dubbi all’interpretazione dell’ascoltatore.
Ad aprire il disco il compito spetta alla title–track, la quale, con un’andatura quasi alienante in un’atmosfera cupa in stile dark wave, fa emergere, con voci alternate, un concetto ben definito, “Viviamo in tempi bui…”, che, dopo qualche battuta, diventa un monito al cambiamento: “You can change/ You can love/ You can smile/ You can be happy/ These are dark times/ You can change your mind”. Tema ripreso e variato anche nei passi successivi,  e ne sono una concreta dimostrazione Locus – Solus, brano sull’alienazione moderna che s’impone con il suo incidere tribale contaminato da scariche elettriche (“Passa l'anima a sinistra/ vendi la tua arma/ fuggi/ socializza, capitalizza/ con un esercito di specialisti codardi/ amici virtuali/ mi amano davvero?”), En Enfer (“Non vogliamo più confini/ sfasceremo le vostre barriere/ gli uccelli sono liberi come l'aria/ gli uccelli sono liberi, qui.../ all'inferno.”), Inspire (“La mia candela si è spenta, non ho più fuoco / la mia candela si è spenta, non ho più fuoco / inspira / inspira / espira, espira/ inspira.”) e una significativa cupa ballata, posta in chiusura, come Me(a)too: “Sono tua figlia, la tua gioia / quella che viene abusata, danneggiata e poi accusata / i vostri piaceri sacri / a cui non volete rinunciare / sono una ragazza che / come te ama la gioia / quella che viene abusata nel rispetto delle leggi / sono la tua scrofa e amo l’ebbrezza / tanto quanto te.”

Un incredibile viaggio musicale fatto di ritmi ipnotici e alienati mescolati a una preziosa poetica interiore, e un Cambuzat in grande forma e spolvero, fanno di Dark Times un disco essenziale.

Track List

  • Dark Times
  • L&rsquo;Imperatrice
  • Solitaire
  • Perdu au bon endroit
  • Into Nothing
  • En Enfer
  • Inspire
  • Ravages
  • Locus &ndash; Solus
  • Me(a)too

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