Even A Tree Can Shed Tears: Japanese Folk & Rock 1969-1973<small> [<strong>Ristampe</strong>]</small>
Rock Internazionale • Folk • Folk Rock giapponese

Artisti Vari Even A Tree Can Shed Tears: Japanese Folk & Rock 1969-1973 [Ristampe]

2017 - Light In The Attic Records

31/03/2018 di Marcello Matranga

#Artisti Vari#Rock Internazionale#Folk

Il Giappone è un paese con un fascino particolare. Misterioso ed intrigante, esercita un'attrazione intensa, almeno per chi scrive. E quando un paese inizia ad attrarre si scatena in noi la ricerca degli elementi distintivi di quella cultura. Tra questi, logicamente, la musica. Ma se dal punto di vista letterario, cinematografico, religioso gli spunti sono molteplici, la musica, almeno quella che seguiamo noi appassionati di Rock in tutte le sue diramazioni, non ha offerto grandi motivi d'interesse. Ma bisogna aver fiducia e scavare in profondità per arrivare a scoprire che, eh già, una scena Folk Rock in Giapppone è esisita, eccome!  E pure di qualità decisamente interessante. La benemerita Light In The Attic, ha dato alle stampe questo prezioso volume (2 LP / singolo CD) che racconta, seppure parzialmente, cosa si respirasse negli angoli urbani del Giappone alla fine degli anni '60. Le proteste studentesche e una crescente cultura giovanile hanno lasciato il posto al movimento Angura (abbreviazione di underground) che ha prosperato sulle tradizioni sovversive degli anni del dopoguerra. Il rifiuto dei Group Sounds di ispirazione Beatlesiana e i movimenti del College Folk, molto puliti, hanno portato alla nascita di quella che in Giappone è conosciuta come "Nuova Musica", dove l'autenticità è più importante della replica dei suoni dei loro idoli.

Alcune delle figure più influenti della musica pop giapponese sono emerse da questo periodo vitale, ma molto poco del loro lavoro è  stato pubblicato o sentito al di fuori del Giappone, almeno sino ad ora. Questa è quindi la prima raccolta di canzoni Folk e Rock giapponesi essenziali degli anni di punta del movimento Angura a raggiungere il pubblico occidentale.

A metà degli anni '60 Tokyo, i giovani musicisti e gli studenti universitari erano attratti dal quartiere Dogenzaka di Shibuya per i locali che offrono musiche quali Jazz e Rock, oppure per i deliziosi coffee shop, che punteggiavano le sue tortuose strade collinari. Alcuni di questi spazi raddoppiarono i propri spazi, fornendo un palcoscenico per gli habitué locali come Hachimitsu Pie con loro stile che attinge a piene mani dal sound di gruppi come The Band o Tetsuo Saito con una sorta di Psych Folk a carattere filosifico, o gli influenti Happy End, che hanno sposato con successo le cadenze uniche della lingua giapponese ai ritmi della costa occidentale americana. Per molti anni Dogenzaka è rimasto un punto centrale della città per quanto attiene alla nuova scena musicale.

Nel frattempo un diverso tipo di sottocultura musicale stava cominciando ad emergere nella regione del Kansai intorno a Osaka, Kyoto e Kobe. Molto più politici dei loro omologhi orientali, molti degli artisti cosiddetti underground kansaiani hanno aperto le strade alla musica popolare di protesta. Tra questi Takashi Nishioka e il suo collettivo folk progressista Itsutsu No Akai Fuusen, una sorta di Joni Mitchell giapponese, Sachiko Kanenobu, e, soprattutto The Dylan II (che rifanno I Shall be Realeased), i cui membri gestivano The Dylan Cafe a Osaka, che divenne un centro per la scena musicale locale.

In questo formidabile disco trovano spazio anche aperture a generi quali una sorta di blues avanguardistico, come quello proposto da Maski Asakawa, oppure il futuro fondatore della Sadistic Mika Band, Kazuhiko Kato con la sua psichedelia sfuocata e progressiva, l'acido beatnik di Masato Minami e l'intimismo rarefatto  di Kenji Endo. A distanza di cinquantanni una pagina di incredibile interesse, cui, a quanto pare, la Light In The Attic ha intenzione di dare seguito. Un'ottima ragione per fare vostro un disco che ha cittadinanza sotto l'aggettivo fondamentale.

 

Track List

  • Kenji Endo - Curry Rice
  • Kazuhiko Yamahira & The Sherman - Sotto Futari De
  • Sachiko Kanenobu - Anata Kara Toku E
  • Fluid - Rokudenashi
  • Kazuhiko Kato - Arthur Hakase No Jinriki Hikouki
  • Happy End - Natsu Nandesu
  • Takashi Nishioka - Man-in No Ki
  • Masato Minami - Yoru Wo Kugurinukeru Made
  • Maki Asakawa - Konna Fu Ni Sugite Iku No Nara
  • Fumio Nunoya - Mizu Tamari
  • Haruomi Hosono - Boku Wa Chotto
  • Takuro Yoshida - Aoi Natsu
  • Akai Tori - Takeda No Komori Uta
  • Gu - Marianne
  • Tetsuo Saito - Ware Ware Wa
  • Gypsy Blood - Sugishi Hi Wo Mitsumete
  • Hachimitsu Pie - Hei No Ue De
  • Ryo Kagawa - Zeni No Kouryouryoku Ni Tsuite
  • The Dylan II - Otokorashiitte Wakaru Kai

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