Artisti Vari

live report

Artisti Vari Lugano / Auditorium RSI

11/01/2023 di Laura Bianchi

#Artisti Vari#Italiana#Canzone d`autore

Chiedo scusa se parlo (ancora) di Giorgio Gaber. Ma i vent'anni dalla morte sono una data troppo importante per non sottolineare, ancora una volta, la sua importanza, la sua permanenza, l'emozione che suscita vederlo in immagini di repertorio, riascoltare le sue canzoni sempre attuali, i suoi monologhi corrosivi e perturbanti.

Lo sa bene Gian Luca Verga, anima della RSI, benemerita emittente della Svizzera Italiana, a cui il Signor G tanto era legato, e che  l'ospitò in concerti memorabili, fermati dall'archivio televisivo con cura affettuosa, tanto più preziosa quanto più rara.

Così, Verga e il suo staff, coadiuvati dalla Fondazione Gaber, presieduta da Paolo Dal Bon, hanno riunito un cast di artisti di tutto rispetto e aperto le porte dell'accogliente Auditorium, con un sold out fulmineo, a testimoniare che di Gaber c'è ancora tanto, tantissimo bisogno. Un pubblico entusiasta, intergenerazionale, emozionato e pronto ad applaudire artisti di età e formazione diverse, eppure accomunati dallo stesso rispetto per colui che, con Luporini, seppe dare forma, parole, musica, corpo ai dubbi e alle ansie della nostra vita contemporanea.

Emozione a mille per la voce intensa della giovanissima Valentina Londino, accompagnata dalla chitarra espressiva di Mattia “Mad” Mantello; entusiasma la loro proposta di aprire e chiudere il loro spazio con Lettera dalla Svizzera, una canzone del 1965, sconosciuta ai più, ma classico gioiello nascosto, e con Non insegnate ai bambini, appartenente all'ultimo album, per l'intrinseca coerenza dell'ispirazione di Gaber.

Mentre Federico Sirianni mette in luce le proprie capacità cabarettistiche nel famoso monologo Dove l'ho messa?, e chitarristiche, nell'infuocato swing de La nave, e Andrea Mirò incanta tutti, prima, con un Il conformista piano, voce e ironia, e poi con l'immortale Far finta di essere sani, l'esperto in rap narrativo Murubutu, coadiuvato dalla voce cristallina di Dia, confessa la propria ispirazione gaberiana, rendendogli un omaggio con due brani originali, La stella e il marinaio (con uno scratch del DJ Dima Arena, da cui emerge la voce di Gaber in La famiglia) e Grecale, intervallate dalla lettura di Cerco un gesto naturale, che, secondo il rapper - anche docente di storia e filosofia nel liceo -, attinge agli studi di Laing e Marcuse. 

Di tono totalmente diverso è il contributo di Elio, che, fedele alla propria maschera provocatoria e spiazzante, riprende in tono macchiettistico L'odore, un brano presente nella propria versione de Il Grigio, portata in tour per tre anni.

La presenza di Paolo Dal Bon, inoltre, è preziosa per ricostruire non solo il percorso artistico di Gaber, ma anche il suo profilo umano, civile, altamente politico; e ne emerge il ritratto vibrante, autentico, di uno dei più originali maestri del pensiero libero.

Importantissimo omaggio, quindi, da custodire con cura, trasmesso in streaming da RSI, e ora presente nel sito:  per vederlo, o rivederlo, fare clic qui.