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Autori Vari Mescalina 25: le canzoni scelte dai collaboratori per i nostri 25 anni

28/09/2025 di Autori vari

#Autori Vari#Italiana#Alternative

Il 20 settembre Mescalina.it ha compiuto 25 anni: ecco le canzoni scelte dai nostri collaboratori per celebrare questo importante anniversario, brani scoperti grazie al nostro sito o collegati al loro debutto come firme di questa pagina.

Laura Bianchi

Ho iniziato la mia splendida avventura con Mescalina scrivendo di un concerto indimenticabile: Bruce Springsteen a Milano, 7 giugno 2012. 

Tra le frasi di Gianni Zuretti che introducevano il mio primo articolo, ce n’è una speciale: “la musica è l'arte dell'interconnessione o meglio del sentirsi vicini”. Questo è il senso di anni vissuti non solo attraverso parole scritte, che mi hanno permesso di condividere le mie emozioni, ma anche, e soprattutto, attraverso incontri con artisti eccellenti e persone umanamente belle, che mi hanno arricchita come raramente mi è successo. Tra ricordi e progetti, We Are Alive. Grazie. 


Davide Bonamici

Grazie alle recensioni svolte per Mescalina ho potuto conoscere nuovi artisti ed espandere i miei orizzonti musicali. Tra le scoperte fatte, c’è stato un brano in cui mi rivedo molto: Pianura Paura da Mazapé de Lo Straniero, una canzone dal sound new wave, che parla di una tribù di ombre che affollano di notte luoghi ormai abbandonati. 

Un po’ come cerco di fare io nella mia parte d’Italia, il Varesotto: battermi per la riqualifica di aree dismesse che, se trasformate in spazi di condivisione e di cultura, possono combattere le marginalità e creare luoghi di vita sostenibili. Grazie per questa continue scoperte musicali e tanti auguri per i tuoi 25 anni, Mescalina!


Pietro Cozzi  

Triste e solitario, ma in fondo felice. La mia egoistica astronave dei ricordi “mescaliniani” atterra su una recensione del 4 dicembre 2016. Dopo ben 11 anni di digiuno, i Rolling Stones decidono di dare alle stampe un altro disco, il penultimo della serie: si chiama Blue & Lonesome, ed è un inaspettato divertissement che ripesca alcuni classici del blues, specialmente dell'armonicista Little Walter. L'occasione fa l'uomo non ladro, ma quanto meno rapace. Posso finalmente “slinguazzare” due parole sulla mia band preferita: come farsi scappare questa possibilità? Sgomitando il giusto, la recensione è mia... “Riserva di caccia privilegiata dove stanare classici immortali, divagazione di lusso durante le session di lavorazione dei loro dischi, fonte d'ispirazione infinita dove “sciacquare” i panni quando la scintilla del nuovo latita un po'. Il blues per i Rolling Stones è sempre stato (e sempre sarà) questo e molto altro...” Son piccole soddisfazioni (e anche un bel po' di apprezzamenti e condivisioni). Dalla tracklist scelgo il mio brano preferito: Little Rain di Jimmy Reed. Time is on OUR side!   


Gianluca Crugnola

Ho raccontato il ritorno dei meravigliosi busker elettro-acustici Violent Femmes con Hotel Last Resort, (2019) con grande partecipazione.

Sono particolarmente legato a questo disco e alla sua recensione, perché ha segnato l'inizio della mia collaborazione con Mescalina, alla quale auguro buon venticinquesimo compleanno!


Luca Di Pinto

Dagli albori della mia collaborazione con Mescalina, graditissima è in particolare la scoperta di Simone Faraci col suo Mføku, il cui ascolto è lesto a farmi sobbalzare. Un continuum di piroette marziali destrutturate ed imbeccate noise che scorticano, a intervalli irregolari, il caustico impianto sonoro. Spiazzante, inquietante. Di certo inedito, per l'ambito domestico, nell'approccio così magicamente anticonvenzionale. Da recuperare!


Alfonso Fanizza

Summer on a spiaggia affollata di Iosonouncane è stato un amore al primo ascolto. Nel 2010, La macarena su Roma, il disco d’esordio di un musicista emergente sardo che si presentava con lo strano pseudonimo di Iosonouncane, faceva la sua apparizione sulla nostra rivista e in apertura Summer on a spiaggia affollata è un brano insolito e stupefacente che metteva subito in chiaro le doti compositive di un artista destinato a lasciare il segno. Il brano racconta l’indifferenza umana davanti a una vicenda tragica, come lo sbarco dei migranti, accentuata dai cori da stadio, che si sentono in lontananza mentre si hanno davanti i corpi dei clandestini morti, e che lo rendono un pezzo sublime nel suo complesso. Ballata psycho – folk ancora attuale che mostra una visione alquanto negativa e realistica dell’Italia, che possiamo estendere, se vogliamo, anche ad altri scenari.

Il primo tassello di un percorso musicale incredibile che abbiamo profetizzato e sempre sostenuto.


Vittorio Formenti

Una delle migliori scoperte grazie alla rivista: Walter Beltrami, chitarrista e compositore bresciano dal talento esplosivo, un mix tra Zappa, underground e jazz esposto in modo esemplare nel lavoro Paroxysmal Postural Vertigo del 2011. Combo stellare, scrittura travolgente e coinvolgente per un disco che resta tra il meglio del jazz nazionale del nuovo millennio, del tutto inimitabile. Bearzatti al sax conferma di essere il meglio del nuovo. A suo agio tra Ayler, Coleman, Coltrane, rock, funk restituisce un impatto a tratti sconvolgente. Courtois usa il violoncello trasformandolo camaleonticamente in violino, viola, sax e chitarra. Black alla batteria è tanto innovativo quanto scrupoloso nell’evitare esagerazioni, un vero drummer moderno. Takeishi al basso è tutto fuorché scontato. Assolutamente da recuperare.


Ambrosia Jole Silvia Imbornone

Ho iniziato a scrivere per Mescalina a fine 2004, parlando di un concerto di Pacifico a Roma: questa è la canzone con cui quell’anno la sua scrittura delicata e immaginifica mi conquistò durante un Festival di Sanremo boicottato dalle major. Ispirata a I duellanti di Ridley Scott (pellicola a sua volta ispirata all’omonimo racconto di Joseph Conrad), è una fantasia al contempo intensa e onirica su Amore e Morte, uno scontro supremo narrato da un basso suadente, archi struggenti e languidi e chitarre elettriche pensose. 


Giada Lottini

Il brano che scelgo per celebrare i 25 anni di Mescalina è Alla disobbedienza, ultima traccia di È inutile parlare d’amore di Paolo Benvegnù. Tra i momenti più preziosi della mia collaborazione con la rivista, c’è stato l’incontro - seppur virtuale - proprio con Paolo, che ho intervistato due volte nel 2024, una poco prima che ci lasciasse.

Mi piace legare il tributo a questi 25 anni al ricordo di un artista immenso, perché la musica è respiro, bellezza, intensità, cose che a volte abbiamo a portata di mano, ma non riusciamo a percepire. 


Claudio Mariani

Per me, Un romantico a Milano, dei Baustelle, è uno dei brani più iconici sulla capitale meneghina, partorito da dei toscani trapiantati. Canzone dedicata a Luciano Bianciardi, guarda caso anche lui toscano trasferito a Milano, è una ballata perfetta che ha tutto per i primi anni del nuovo secolo: vintage ma attuale nello stesso momento, come i suoi autori, seguiti fin da subito da Mescalina, soprattutto poi in quel momento evolutivo fondamentale del 2005 con La Malavita. Così, i Baustelle e Mescalina sono cresciuti assieme in questi 25 anni!


Arianna Marsico

2009: scrivo per Mescalina da quasi un anno. Su consiglio di Vito, il mio primo contatto con la redazione, vado a sentire gli Zen Circus al Circolo degli Artisti (bei ricordi...ma quella è un'altra storia da raccontare a parte). Li conoscevo appena. Rimango rapita dal loro suonare in mezzo al pubblico, da un suono animalesco, dall'ironia tagliente. Nasce un legame non solo da fan che mi accompagna tuttora. Viscerale. Il brano che mi colpisce di più quella sera e che paradossalmente non credo di aver più riascoltato ai loro concerto è It's paradise. "Dov'è che sono seppelliti quelli cattivi?' è una domanda che continuo a pormi, guardando sgomenta certe notizie senza trovare risposta...


Giovanna Mentasti 

Sono la sorella gemella di Mescalina, perché sono nata lo stesso giorno dello stesso anno. Separate alla nascita, ci siamo incontrate di nuovo solo nel 2016, quando ho preso in mano una macchina fotografica e deciso che non mi bastava solo andare ai concerti, ma volevo anche viverli, immortalarli, fissare il mio punto di vista attraverso le immagini e le parole.

Quattro anni di gioia sottopalco, ma poi ecco la pandemia, il lockdown, il silenzio, il buio. A luglio del 2020, una piccola luce in fondo al tunnel: i Concerti Leggeri estivi degli Eugenio in Via di Gioia. Apre la scaletta Il fine e la luna: "Il mondo intorno a me è già finito da un pezzo, e ciò che è molto peggio è che non sono morto".

Da quel concerto, e da quel live report, molti altri ne sono seguiti. Ma il significato di quella sera, di quel ritorno alla vita, mi resterà dentro per sempre. Unico.


Aldo Pedron 

Scrivo su Mescalina ormai da anni, ho scordato da quando. Scrivere per me è passione, sentimento, coinvolgimento in prima persona anche parlando di altri. 

Spesso parlo di eroi, musicali per lo più. Mi ha colpito al cuore la morte del mio idolo, un dei grandi geni della musica pop, Brian Wilson, e il 12 giugno di quest'anno su Mescalina ho tracciato un suo ricordo.

Brian Wilson se ne è andato (he passed away), ma la sua musica resterà per sempre, come questa God Only Knows.


Paolo Ronchetti

A Mescalina.it devo tanto in termini soprattutto di libertà. Per Mescalina, nel 2009/10, i primi articoli furono su Mulatu Astatke dal vivo; sulla straordinaria arte fotografica di Francesca Woodman; su Vic Chestnutt e su uno sconosciuto gruppo Nolan (Gipo Giurado oggi, come allora, autore e regista di splendidi musical). Il suo Secondi fini per fare le ore piccole è un gioiello straordinario e misconosciuto che ancora ascolto, dopo 15 anni, con amore e ammirazione.

Canzone d'autore come non se ne fa più: moderna, ma figlia anche della storia e della scrittura di Jannacci e Gaber senza mai essere anche solo vagamente imitativa. Chissà se riuscite trovarlo da qualche parte! Ne varrebbe la pena: "volevo uscire un po', ma poi non pioveva più"...


Giovanni Sottosanti 

Venticinque anni per Mescalina e quasi nove per me. Tutta colpa del Maestro Gianni Zuretti che quel 17 settembre 2016 mi reclutò per giocare la mia prima partita da titolare. Besozzo (VA), pioggia, freddo e una location, la dismessa Fabbrica Sonnino, spettrale, umida e decisamente poco accogliente. Ci pensò Tom Russell a scaldare il cuore dei presenti, carismatico, maestoso, monumentale e inarrivabile, con le meraviglie del suo canzoniere sfidò anche le intemperie, compresi tuoni, fulmini e un impianto di illuminazione che si concesse diversi minuti di vacanza.

Non dovevo neanche partire quel giorno, mio padre stava male e da lì a due mesi se ne sarebbe andato. Caricai tutto in macchina, dolore, ansia, preoccupazioni e sensi di colpa, ma anche passione e voglia di godermi uno dei miei idoli musicali di sempre.

A mio padre, a Tom Russell e a Mescalina.


Silvano Terranova

Si può parlare di favola, se questa non termina con la canonica formula "e vissero tutti felici e contenti"? Nel caso di Roberto Bonfissuto, in arte Nowhere, forse sì: essere riusciti a consegnare al mondo Have You Done This Before?, una manciata di belle canzoni ritrovate in un hard disk, scritte e cantate da un ragazzo precocemente scomparso, è - appunto - un piccolo miracolo. Non sapevo nulla di Roberto e della sua storia; Mescalina mi ha dato l'opportunità di conoscere lui e le sue canzoni, come la bellissima Call Me Maybe.


Franco Valsecchi

Chi mi invitò a collaborare con Mescalina, nel 2018, riuscì a farmi superare più di trent'anni di lontananza dalla condivisione della mia passione per la musica tramite pagine scritte e trasmissioni radiofoniche.

Quale brano migliore che questo di Riccardo Tesi con la sua Banditaliana per rappresentare il mio secondo inizio?  È inserito nel primo disco recensito da me, e rappresenta un musicista che, partendo dal Folk, mio grande amore, innesta le note Jazz, un genere a cui mi sono recentemente avvicinato, su un brano di Gianmaria Testa, uno dei cantautori italiani che più mi colpirono quando lo vidi in concerto.