Nowhere Have You Done This Before?
2025 - Beautiful Losers
Se questa che sto scrivendo fosse una favola, comincerebbe con le parole di sempre: C’era una volta un ragazzo che viveva su un’isola incantata, dove i sogni si trasformavano in note cristalline e gli strumenti musicali erano le armi con cui combattere le brutture del mondo. Un giorno, un incantesimo trascinò il ragazzo in un universo parallelo fatto di silenzio e la musica, sua fedele compagna, rischiò di svanire, inghiottita per sempre da un mare nero come la pece. Eppure, non tutto era perduto: la musica, nascosta dentro un forziere segreto, trovò il modo di resistere. Fu il fratello del giovane a scoprirla e, con l’aiuto di un mago, riuscì a riportarla in vita affinché potesse raccontare, a chiunque fosse disposto ad ascoltarla, la storia di quel ragazzo.
Ci sono dischi che, prima ancora di essere oggetti fisici o sequenze di bit, parole e note che diventano trama e ordito di splendidi tessuti, sono dei veri e propri atti d’amore, e Have You Done This Before, oltre che una splendida sequenza di quelle parole e note, è innanzi tutto questo.
Il materiale registrato da Nowhere (moniker del siciliano Roberto Bonfissuto), che consisteva in decine di idee, frammenti e brani più o meno completi rimasti chiusi in un hard disk, dopo la sua prematura scomparsa è stato ritrovato dal fratello Giulio e affidato alle mani esperte di Andrea Liuzza, fondatore dell’etichetta Beautiful Losers. Dopo oltre un anno di lavoro intenso e appassionato, il progetto ha preso forma: un equilibrio delicato tra il rispetto per lo spirito originario delle canzoni – così come erano state immaginate, suonate e cantate dall’autore – e discreti interventi creativi mirati a rifinire quei diamanti grezzi. Il risultato è la pubblicazione, in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali, del primo (e purtroppo unico) album dello sfortunato artista.
Le canzoni di Have You Done This Before, presentate nel secondo CD anche nella loro versione demo originale, ci mostrano un autore maturo che si muove con sorprendente naturalezza tra la psichedelia di Syd Barrett e il pop dei Beatles nei loro momenti meno arrabbiati e più lisergici, tra delicati arpeggi acustici e ariose aperture rock e ci lasciano solo intravedere ciò che, se ne avesse avuto il tempo e la possibilità, sarebbe diventato.
Brani come Call Me Maybe, I Want A Piece Of Life o la stessa title track Have You Done This Before, anche solo nella loro forma di abbozzo primordiale, potrebbero essere capitoli di un ipotetico manuale su come scrivere, senza cadere nel banale o nel già sentito, una bella canzone; i due brani che chiudono il disco – la struggente Don’t You Wanna Take My Gun e Say Goodbye, il cui titolo suona quasi profetico – mostrano invece quanto Bonfissuto avesse interiorizzato la lezione dei Beatles e dei Beach Boys, e dimostrano anche come fosse in grado, senza mai scimmiottarli, di scrivere canzoni che, pur nella loro assoluta originalità, riescono a evocare quei nomi immensi.
C’era una volta un ragazzo; le sue canzoni - per fortuna - ci sono ancora.