Pacifico

Pacifico

Piccolo Eliseo - Roma


10/12/2004 - di Ambrosia J. S. Imbornone
 Pacifico

10 dicembre 2004
Piccolo Eliseo, Rassegna Eliseo Not(t)e - Roma Una notte romana, un teatro del centro che si tramuta, allo scoccare della mezzanotte, nel luogo perfetto per accogliere i sapori variegati di una musica fascinosa, un cantautore originale, la sua simpatia irresistibile, una band con i fiocchi, una platea entusiasta: così si potrebbero riassumere gli ingredienti che hanno caratterizzato il concerto di Pacifico (Gino De Crescenzo) in quel di Roma il 10 dicembre.
L’artista milanese dal vivo dimostra pienamente di avere alle spalle tanta esperienza: grazie anche alla lunga militanza nell’eclettica rock-band dei Rossomaltese in qualità di chitarrista, autore e co-fondatore, oggi è un arrangiatore sopraffino e un grande musicista. Pacifico sa bene quindi come dosare ritmo e melodia, in una setlist che alterna i brani del suo secondo album da solista (“Musica leggera”) a quelli del pluripremiato cd d’esordio (“Pacifico”) e mostra tutte le sfaccettature della sua poliedrica arte.
Nel concerto infatti ce n’è per tutti i gusti. La band passa agevolmente dall’indie-pop dell’avvolgente “Lo sai che siamo uguali?”, costruita attorno alla deliziosa chitarra elettroacustica di Gino, al rock travolgente di “Pacifico” e al sound acustico della caustica “Come un fuoco lento(S.M.O.G.)”. Se gli assolo di chitarra di Silvio Masanotti intessono spesso ricami delicati, le raffinate linee di piano affidate a Diego Baiardi accarezzano, cullano, stregano. Da segnalare sono poi i sapienti crescendo e le chiusure strumentali da applauso degli intensi arrangiamenti live di “Solo un sogno” e “Musica leggera”. Il perfetto coordinamento tra due musicisti versatili e ricchi di classe come il bassista Camillo Bellinato e il batterista Johannes Bickler consente infatti a Pacifico di potersi dilettare a suo piacimento con i cambi di ritmo.
Una base ritmica pregevolissima d’altronde è il segreto di pezzi come “Fine fine” (un gioiellino sullo stupefacente, piccolo prodigio della pioggia vivificatrice), come la solare “A poche ore” o ancora come “Il Faraone”, sarcastica riflessione sul destino tragicomico degli artisti emergenti. È il carisma di De Crescenzo però a creare di volta in volta l’atmosfera giusta per ogni singola canzone. Come ha dimostrato nella sottile indagine de “Le mie parole”, Gino conosce a perfezione il valore e il peso che possono avere frasi, battute, versi. Il cantautore pertanto riesce in modo magistrale a stemperare ed alleggerire la commozione delle ballate più introspettive con la sua autoironia e i dialoghi scherzosi improvvisati col suo pubblico.
Pacifico sa sorprendere e spiazzare la platea con bolle di sapone di ogni foggia, foto istantanee, “fontanelle” e coriandoli, per dissacrare la solennità seriosa del concerto con quella che chiama “la liturgia della leggerezza”. Sa anche però incantare gli spettatori con le sue introduzioni parlate pregne di lirismo, come instaurare un clima di forte empatia, come immergersi totalmente nelle sue note.
Insomma, Pacifico ha talento e in fatto di musica la sa lunga. Eppure, in concerto appare timido, nonostante la sua eloquenza naturale di poeta e intrattenitore: ha un fare umile, gentile, pacato, sebbene i riconoscimenti e gli elogi della critica avrebbero potuto renderlo altezzoso, scostante o vanitoso. De Crescenzo è del tutto alieno da manie di protagonismo o da smanie esibizionistiche. Sul palco, con grande concentrazione e semplicità, cerca di esprimere intatte le emozioni che hanno generato le sue canzoni. È un cantautore che trasforma in musica un complesso mondo interiore, che, come l’oceano a cui allude il suo pseudonimo, avvicenda momenti di quiete serafica a turbinose ed imperscrutabili tempeste.
A giudicare dai sorrisi e dagli occhi lucidi o divertiti dei presenti, questo carico multiforme di sentimenti davvero attraversa l’animo di ogni spettatore. Per conquistarlo definitivamente. Scaletta:
Una luce
Gli occhi al cielo
Fine fine
Il postino
Il presente
Lo sai che siamo uguali
Il faraone
Ricordati di me
Pacifico
Solo un sogno
Le mie parole
A poche ore
Musica leggera

Encore:
Come un fuoco lento (S.M.O.G)
Ricomincia ogni giorno     Foto di Vittoria Mozzi