Eugenio In Via Di Gioia

live report

Eugenio In Via Di Gioia Idroscalo / Milano

23/07/2020 di Gio Mentasti

#Eugenio In Via Di Gioia#Italiana

Chiavi di casa, presenti.
Bottiglietta d’acqua da finire rigorosamente prima di entrare, presente.
Mascherina, presente.
Amuchina, presente.
Biglietto, presente.
Sento che sto dimenticando qualcosa, anche se mi sembra di avere tutto, ma nel frattempo esco di casa.
Sono cinque mesi che non vado ad un concerto, quasi non mi ricordo più come si fa.
Sinceramente, non pensavo di andare ad un concerto, almeno fino all’autunno.

 Il concerto leggero degli Eugenio in Via di Gioia all’Idroscalo di Milano è stato come un premio di fine isolamento, un abbraccio astratto a distanza, una realizzazione tangibile della frase “andrà tutto bene”, che per mesi abbiamo letto ovunque e a cui non abbiamo mai creduto completamente, così in contrasto rispetto ai numeri e alle statistiche. Ma se c’è una cosa che l’umanità negli anni ha imparato, è l’abilità di adattarsi a tutto, anche a ciò che sembra insostenibile. Così, abbiamo trovato il modo di tornare a vedere anche i concerti. Seduti. Distanziati. Igienizzati. Mascherinati. Leggeri.

Il concerto degli Eugenio in Via di Gioia neanche loro sanno cos’è: non è un concerto per come siamo abituati a concepirlo, ma non è nemmeno uno spettacolo teatrale  perché, come sottolineano, “fanno schifo a recitare”. In effetti, man mano che questo particolare concerto leggero prende forma, ci si rende conto che è ben più di entrambe le cose: l’atmosfera è quella di un grande salotto, con tanto di musica da sala d’attesa, dove i musicisti scherzano, fanno buffe scenette e interagiscono con pubblico, grazie anche ad un numero di cellulare a cui si possono mandare messaggi e registrazioni vocali, letti e ascoltati durante lo spettacolo.

L’energia dei quattro ragazzi supera la distanza fra palco e spalti, la voglia di esserci e comunicare la nostra gioia per essere qui fa il resto. E l’ora e mezza scorre veloce, confermando la simpatia e la bravura del gruppo torinese, che ha saputo ritagliarsi un ruolo di tutto rispetto nello scenario indie italiano.

Tutti apprezzano molto "Cerchi", la canzone più cantata in coro, assieme ad "Altrove", il brano conclusivo. Alla fine, per salutarci, i ragazzi accennano il ritornello di "Cambierà" di Neffa, la canzone con cui Eugenio finiva tutti i concerti dal balcone durante la quarantena. I brani sono stati scelti da tutti gli album, proprio per sottolineare la continuità fra le loro creazioni, e hanno anche proposto il loro singolo "Tsunami", presentato al festival di Sanremo, con un nuovo arrangiamento. Lo spirito di gruppo è emerso anche dalla loro disposizione sul palco: il fatto che siano sempre tutti e quattro allineati è molto significativo, perché nessuno è meno o più importante degli altri, e ciò si sente anche nel contributo musicale che ciascuno dà ai brani.

Mentre Eugenio ci mette sei minuti per risolvere un cubo di Rubik gigante e il pubblico si diverte anche seguendo gli allenamenti sportivi sull'acqua a pochi metri dal palco, penso proprio che, sì, mi mancavano i concerti. E mi sento pronta a viverne tantissimi altri.

 Intanto, Gli Eugenii sono pronti per il loro tour di concerti leggeri: le prossime date?

Anfiteatro dell'Anima, CERVERE
27/07/20 alle ore 21.30

Piazza Duomo, PISTOIA
30/07/20 alle ore  21.30

Anfiteatro del Venda, GALZIGNANO TERME
28/08/20 alle ore 18.30 e 22