Live On Ten Legs<small></small>
Rock Internazionale − Alternative

Pearl Jam

Live On Ten Legs

2011 - Monkeywrench
23/03/2011 - di
Non è facile stabilire da che punto di vista si debba recensire l´ultimo live dei Pearl Jam. Perché se da un lato bisogna riconoscere che in concerto sono ancora in forma smagliante, nonostante gli anni siano passati anche per loro, dall´altro bisognerebbe capire qual´è il senso dell´ennesima operazione live recording, visto che siamo ormai sommersi dalle loro registrazioni dal vivo, soprattutto negli ultimi anni. Voglio dire, i fan accaniti della band in questione, quelli che per forza devono dimostrare (a se stessi?) di essere fan autentici, troveranno special event anche questo live album; gli altri, probabilmente, un po´ meno. E dico questo volgendo più l´attenzione all´aspetto economico che al resto, perché credo che se questa raccolta live fosse stata lanciata a un prezzo speciale, così, a mo´ di cifra simbolica o, meglio, in free download, forse avrei pensato: “Toh, va che bravi i Pearl Jam, ci tengono tanto ai propri fan tanto da far uscire anche un best live 2003-2010”.

Parliamoci chiaro: non si tratta di un capolavoro che moriva dalla voglia di vedere la luce. Live on Ten Legs è un lavoro apprezzabile, divinamente registrato ma che omaggia se stesso nella ripetizione, forse più per coprire dei buchi di tempo (e si poteva evitare, visto che Backspacer ha spopolato per tutto il 2010), ricordando agli appassionati che, in fondo, potrebbero riascoltarsi gli originali o, meglio ancora, andare a un  concerto di Vedder e soci.
Sarà che anch´io, come ascoltatore, tendo a preferire i lavori in studio promuovendo i live recording solo se davvero hanno una vera motivazione dietro (veemenza, originalità, iniziativa sociale ecc.).
Passi Arms Aloft , la cover d´apertura di Joe Strummer & Mescaleros, passi pure Public Image di Rotten, visto sono entrambe ben riproposte. Per il resto che dire, ok, bello ma ce lo avevamo già!

Credo che per i Pearl Jam, come per tante altre band storiche, si stia un po´ oltrepassando il confine valutativo che in Italia, ad esempio, si è superato ormai da svariati anni per Vasco Rossi e Ligabue: a loro, tutto è concesso, idolatrare piuttosto che ascoltare. Tutto ciò che da loro arriva va bene. Ma, obiettivamente, non è così.

Track List

  • Arms Aloft
  • World Wide Suicide
  • Animal
  • Got Some
  • State Of Love And Trust
  • I Am Mine
  • Unthought Know
  • Rearview Mirror
  • The Fixer
  • Nothing As It Seems
  • In Hiding
  • Just Breathe
  • Jeremy
  • Public Image
  • Spin The Black Circle
  • Porch
  • Alive
  • Yellow Led Better

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