Binaural<small></small>
Rock Internazionale

Pearl Jam

Binaural

2000 -
06/10/2001 - di
I Pearl Jam sono decisamente in ottima forma, e lo testimoniano sia questo ultimo album "Binaural" che la successiva tournée che li ha portati a conquistare l´Europa a partire dalla primavera ed a tornare da trionfatori sul suolo natìo, dove hanno continuato ad incantare in ogni data, proponendo scalette sempre diverse ricche di inattese cover, improvvisazioni e frequenti chiacchierate col pubblico. Il trittico iniziale "breakerfall", "god´s dice"ed "evacuation" (tre pugni nello stomaco tutti di durata inferiore ai tre minuti), è di forte e immediato impatto, il disco sembra quasi avere una matrice punk anche se ben presto ci si rende conto che si tratta di puro e diretto rock. A questo punto, preceduto da un accattivante stacco di batteria, attacca come un fulmine a ciel sereno "light years", il primo pezzo di un secondo trittico, formato da tre ballate molto intense, che propongono un Eddie in grande spolvero. "Light years" è la più classica e cantabile delle ballads, con un testo davvero poetico e coinvolgente, mentre "nothing as it seems", primo singolo estratto, è più ipnotica e misteriosa,e viene quasi da cantare sottovoce insieme alla dolce e suadente voce di Vedder alla ricerca di qualcosa di nascosto, mentre il tempo sembra fermarsi sul semplice giro di accordi delicatamente ed incessantemente ripetuto da Gossard. Un po´ più anonima mi sembra invece "thin air", che comunque si chiude con un convincente crescendo. Il disco prosegue con andamento altalenante ed incostante fra pezzi potenti come "insignificance", "grievance" e "rival" e soft songs (in particolare "of the girl") senza perdere minimamente di credibilità e soprattutto senza dare l´idea di una disarmonia di fondo o mancanza di coerenza : al contrario tutto sembra essere piazzato al posto giusto e ciò che emerge è la poliedricità della band, una delle migliori in circolazione (ma anche a livello assoluto) nel tradurre le emozioni in musica e nel trasmetterle al copioso numero di ammiratori, fedelissimi e devoti nonostante i PJ non amino troppo apparire e non seguano da tempo pedissequamente le ferree e preincartate regole promozionali dello show-business.
Fra le improvvise accelerazioni di una ruspante "sleight of hand" e "parting ways", la degna chiusura melodica e rilassante del lavoro (arricchita dalla leggera presenza di violini), si segnala per la sua freschezza ed atipicità "soon forget" con Ed all´ukekele (la chitarra tipica delle Hawaii) che bacchetta un non identificato ricco personaggio (per molti il riferimento è a Bill Gates) per il troppo attaccamento alle cose materiali : si tratta di un vero e proprio gioiellino da non perdere, che rafforza la convinzione che ci si trovi di fronte ad un gruppo che ha ormai definitivamente raggiunto la maturità artistica e creativa. L´ assenza di brani "scalaclassifica" e la non immediata fruibilità dei testi, si contrappongono alla forza di impatto dei brani rock ed alla oggettiva bellezza di quasi tutte le ballate, creando un interessante cocktail capace di invitare l´ascoltatore a non fermarsi ai primi ascolti : probabilmente questo titolo girerà per parecchio tempo sul vostro stereo…..
BUON ROCK DA SEATTLE

Track List

  • BREAKERFALL|
  • GODS´DICE|
  • EVACUATION|
  • LIGHT YEARS|
  • NOTHING AS IT SEEMS|
  • THIN AIR|
  • INSIGNIFICANCE|
  • OF THE GIRL|
  • GRIEVANCE|
  • RIVAL|
  • SLEIGHT OF HAND|
  • SOON FORGET|
  • PARTING WAYS

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