Sogno verde<small></small>
Italiana

Marian Trapassi

Sogno verde

2002 - LEVEL STUDIO PRODUCTION / SELF
04/12/2002 - di
Nella scheda di presentazione di Marian Trapassi leggo elogi da parte di testate illustri come "Repubblica", "Il Manifesto" e "Musica!", solo per citarne alcune. Si può solo concordare con i giudizi espressi, anche se l´impressione è che questa cantautrice palermitana sia più di una giovane promessa.
"Sogno verde" mostra una maturità e un´identità che si trovano raramente in un esordio: questo mi fa guardare a Marian Trapassi come una certezza.
Diplomata all´Accademia delle Belle Arti di Palermo e maturata negli Stati Uniti, Marian propone un rock in cui il miglior cantautorato femminile americano si mescola a quello italiano, senza disdegnare il programming.
La proposta è personale ed integra, distante dai pur apprezzabili patchwork a cui ultimamente sembra che i cantautori si stiano sempre più abituando: le sue canzoni hanno uno spessore invidiabile, costruite con una scrittura imparata sui dischi di Ani DiFranco e di Tori Amos, tanto per intenderci. Un´interiorità mai melensa né banale, valorizzata dal suono e dagli arrangiamenti di Simone Chivilò (ex Bubola), essenziali sia nelle chitarre sia nei samples.
La band poi è di prim´ordine: Piero Trevisan al basso, Alessandro Simonetto al violino, Moreno Marchesin alla batteria (anche loro musicisti di Bubola), con l´aggiunta di Giorgio Zaner e Laura Buoso.
Se a questo aggiungete che Marian ha una voce ben definita, capace di sfumature e di piccoli vocalizzi, capite come bisogna parlare di un´artista, che ha già tracciato con decisione il percorso da seguire.
"Sogno che è vero e quasi ci credo / sogno davvero e quasi ti vedo / è un sogno che ha dormito profondamente / e si risveglia adesso nella mia mente": le canzoni vivono di una combustione interna che aumenta la temperatura del disco, senza arrivare mai a deflagranti eruzioni. Il rock di Marian rimane scarno e viscerale, quando si arrampica attorno all´elettronica e quando si concede a piccole perle acustiche ("Essere", "Come"). Ma soprattutto esula da qualunque luogo comune: la voce fa crescere anche i brani più sentimentali in territori che vanno oltre il già sentito, cosa non proprio facile nella musica di oggi.
La title track è una ballata di rock vigoroso, "L´idea di te" è condotta da sferzate di chitarra e da una batteria travolgente come fosse "W.M.A." dei Pearl Jam, mentre "Camurria" suona come fosse la "Not a pretty girl" di Marian. L´album è tanto compatto quanto raffinato: anche gli archi trovano il loro posto, che si tratti di un violino, di un violoncello o di un arrangiamento in sottofondo.
"Sogno verde" è un cd tosto, che, pur con le dovute differenze, metto volentieri accanto a quello di Lara Martelli, nella speranza di potervi presto affiancare altri dischi di rock femminile italiano. Di sicuro, Marian Trapassi si è già prenotata uno spazio tutto suo.

Track List

  • Sogno verde|
  • L´idea di te|
  • Un colore solo|
  • Camurria|
  • L´unico mondo possibile|
  • Essere|
  • Scusa|
  • Pillola|
  • Forse un giorno|
  • Per averti qui|
  • Come (la mia unica debolezza)

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