Marian trapassi<small></small>
Italiana

Marian Trapassi

Marian trapassi

2004 - NOVUNQUE / SELF
10/03/2004 - di
Secondo cd per Marian Trapassi, che già ci aveva colpito all’esordio con “Sogno verde”. Questa giovane di origine sicialiana, ora trapiantata a Treviso, merita di essere considerata una cantautrice affermata, tutt’altro che emergente: qualcosa di più che brava, da non confondere con una delle tante.
Il fatto è che Marian punta ad una canzone d’autore, di stampo rock e di formato indipendente: apprezzata dalla critica, non gode della visibilità che merita, per la solita questione di cause esterne che affligge la musica. L’unica soluzione è riversare la propria personalità nelle canzoni, e Marian questo lo sa fare, eccome.
Rispetto a “Sogno verde”, questo nuovo cd sfocia con meno immediatezza: i toni sono pacati, ci sono più sfumature e più angoli da illuminare. Marian ha preso coscienza della propria scrittura e della propria capacità interpretativa, l’ha affinata riuscendo a sfruttare meglio l’apporto della band.
“Scatole cinesi” è una delle canzoni portanti e avrebbe potuto essere anche il titolo dell’album, costruito su una serie di incastri, che si rivelano ascolto dopo ascolto. Il lavoro è imbastito sulle infinite possibilità della vita, nei suoi intrecci tra caso e volontà: non si tratta di un concept, perché ogni canzone si apre e contiene la successiva, senza una trama precisa, senza segreti o verità da rivelare.
Marian stupisce e attira con un’intensa leggerezza, con un delicato equilibrio tra pop e rock. La scelta di non colmare le canzoni in maniera definitiva è voluta per non soddisfare e per richiamare all’ascolto: “L’ipotesi assurda”, “Allontanarsi” e “Rosa” sono semplici nella loro tensione e scarne come piacerebbe ad Ani Difranco.
È una semplicità difficile da raggiungere, ottenuta lavorando a lungo sull’essenziale. I ricami strumentali e vocali sono dosati con consumata sensibilità, come decorazioni a mano sulla facciata di ogni scatola.
In questo gioco l’autrice vela e rivela anche le proprie debolezze, concedendosi una cover di Battiato / Alice e una citazione dei Beatles e riuscendo a fare di queste un punto di forza proprio: “Per Elisa” è esempio di come Marian riesce a coniugare la melodia italiana con un impatto rock.
In un panorama musicale con un minimo di dignità “La mosca” dovrebbe andare in radio con la rotazione di un singolo e un paio di queste ballate entrare in concorso ad un qualche festival della canzone.
Purtroppo non è (ancora) così e non resta che aprire e scoprire questo disco come fosse un dono: “ogni cosa è un regalo / è una rosa da coltivare”, dal piano di “Storie” al flicorno di “Luna fortuna”. Mettete un fiore nel vostro giardino, liberatevi di qualche inutile soprammobile nella vostra discoteca e sostituitelo con le scatole cinesi di Marian Trapassi: farà tutto un altro effetto.

Track List

  • Desideri|
  • Storie|
  • Luna fortuna|
  • Scatole cinesi|
  • L’ipotesi assurda 1|
  • Cosa c’è|
  • Per Elisa|
  • Help e Penny Lane|
  • L’ipotesi assurda 2|
  • Allontanarsi|
  • Rosa|
  • La mosca

Marian Trapassi Altri articoli