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Marian Trapassi - Marian e le altre
Marian Trapassi

Marian Trapassi

Marian e le altre


06/01/2008 - di Christian Verzeletti
      
   Marian e le altre

        >> Speciale MARIAN TRAPASSI

“Vi chiamerò per nome”, l’ultimo disco di Marian Trapassi, contiene undici canzoni che parlano di donne: ognuna è un bozzetto, un pensiero, un personaggio. Visto che troppe volte nella musica italiana le donne sono trattate con banalità, come se fossero sempre tutte uguali, siamo andati a conoscerle una ad una.
E ve le presentiamo nei loro atteggiamenti, nei loro pensieri, nei loro sogni, tanto intricati, tanto semplici. Tanto femminili. Lucilla e le altre: Lucilla è una ragazza volitiva, puntigliosa, saltella sulla vita e non si accorge di rientrare ad ogni passo nelle caselle di un quadro già confezionato. Come lei le sue amiche, Veronica, Paola, Olga, ognuna col proprio stile ma compagne nel non aver ancora trovato ciò che le realizza.
Una canzone sull’insufficienza dei ruoli e delle faccende. La stanza di Carla: Adolescente ma anche adulta, Carla ama chiudersi a chiave nella sua stanza. Dentro le pareti del silenzio spera che qualcuno la venga a cercare e intanto si lascia trasportare: si arrampica, scivola, si rialza; demolisce, costruisce, innalza. Tutto coi suoi pensieri. Tutto nella sua stanza.
Una canzone sulla solitudine interiore.
Viola: Viola è una donna ancora giovane, forse separata, che vuole rifarsi una vita. Il suo sogno è passato, schiacciato dalla quotidianità, e lei si chiede come  rimettere insieme i pezzi: basta partire? Cambiare città? Andare lontano? Perché è così difficile fare quello che semplicemente si vuole fare?

Una canzone sulla seconda possibilità. Marta principessa di carta: Troppo magra o troppo grassa, Marta guarda le ragazze sui giornali e non si piace. Vuole trasformarsi, nutrirsi d’aria e di luce, trovare un mago che la cambi, che con un bacio la trasformi in una principessa. Di un mondo meno vuoto, meno fragile.
Una canzone sull’insicurezza. Sofia: Allegra, leggera, entusiasta, Sofia vive in una nuvola. Sfida la legge di gravità e se ne costruisce una sua: si convince che va sempre tutto bene, interpreta ogni cosa a proprio favore. Per lei l’ottimismo è una specie di filosofia.

Una canzone che nasconde la paura di vivere.
Maja (l’amore che cos’è): Maja si interroga e si fa la domanda più difficile, più grande di tutte, quella sull’amore. Vuole capire, trovare una regola, ma ogni volta la soluzione è diversa, opposta: ci sono troppe risposte, tutte giuste, tutte sbagliate. Una canzone sul bisogno di verità. Margherita: Margherita è la classica donna che vive per il matrimonio, per il giorno del matrimonio. Lo aspetta come il più importante e si immagina una casa, piena di cose meravigliose, fatte apposta per lei.
Una canzone sull’idillio borghese del matrimonio. Luogo comune: Nel bene e nel male quanti luoghi comuni vive una donna? Bella, madre, compagna, sorella? Sincera, indistruttibile, vera? Oppure befana, donnaccia, minaccia? In tutte queste pretese una donna può perdersi e trovarsi. Una canzone sulla banalità dei luoghi comuni.
Vai Valentina: Valentina è l’unica donna che Marian non ha direttamente conosciuto. Le è stata presentata, anzi cantata, da Ornella Vanoni, ma è diventata una delle sue amiche più intime, perché ci vogliono molto rispetto e molta delicatezza per parlare di certi argomenti. Una canzone sul sesso e sull’amore. Se bastasse (pensieri di Marian): dopo aver tanto cantato i pensieri delle altre donne, Marian canta i suoi. Forse per riassumere, forse per capire, magari per liberarsi o per identificarsi. Ma bastano i pensieri? A cosa servono? Non sono poi sempre le stesse cose che vogliamo? Una canzone sul lasciarsi andare. A braccia aperte (pensieri di Marian): L’ultimo pensiero è un abbraccio. Non per stringere un uomo o un sogno d’amore che si realizza, ma per cogliere qualcosa di più alto: la vita che si apre, che respira limpida, ampia. Una canzone sul liberarsi dalle attese e da sé stessi.

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