Ivano Fossati Not one word
2001 - Sony Music Entertainment / Sony Classical
Il cantautore genovese ha sempre lottato con il linguaggio che negli ultimi "Macramè" e "La disciplina della terra" era diventato quasi una serie di gabbie da cui districarsi. Un disco strumentale era nelle intenzioni e nei progetti da tempo e finalmente vede la luce sotto forma di un ensemble, l´IvanoFossatiDoublelife, che, a detta dello stesso, sarà anche in futuro un lavoro parallelo ed antagonista a quello delle canzoni.
Impossibile, per l´artista ed anche per il suo pubblico, tenere separate le due entità dal momento che "Not one word" suona come uno sberleffo al passato, a cui si rivolge con un sorriso allo stesso tempo affettuoso ed ironico. Il panismo di Fossati percorre giri armonici che già emergevano dalle sue canzoni, ma, se una volta accompagnavano e introducevano parole, ora le voci che ne derivano sono portate da un violoncello, da un armonium, da un vibrafono, da una fisarmonica e, di tanto in tanto, anche da un clarinetto, da un flicorno, da un corno inglese, da un´orchestra.
Fossati non ha il tocco e la tecnica di Keith Jarrett e di John Lewis, ma riesce comunque a tratteggiare paesaggi e a spostare la luce così da alternare il giorno e la notte. Lo scorrere del tempo è presente in ogni brano grazie ad atmosfere che trasmettono il senso incantevole di un tramonto ("A due voci per orchestra", "Raining at my door") e il risveglio dell´alba ("Le mot imaginaire" e la title track).
Al di là di ogni sensazione soggettiva, viene rielaborata la tradizione popolare della musica da cinema, del jazz e del tango aumentando così una continuità temporale suggestiva.
Oltre ai brani originali, tutti di Ivano tranne "Milos" del figlio Claudio, viene proposta una cover dello standard "Besame mucho", già sentita dal vivo nelle ultime tournèe.
L´alternanza temporale viene così riproposta a livello emozionale tra brani più allegri e altri riflessivi, ma anche a livello ritmico-strutturale tra composizioni veloci e lente.
Alcuni episodi risultano stucchevoli, soprattutto quando aumentano gli interventi delle tastiere, delle sonorizzazioni e dell´orchestra. L´impressione è che Fossati arrivi a toccare l´anima quando si trova a suonare in solitudine col suo piano o con pochi altri strumenti: "Roobenia" e "Theme for trio" riescono grazie alle pause create tra le note, ai sospiri lasciati nei duetti con il vibrafono e il violoncello.
Sono proprio gli spazi e i silenzi che aumentano la sensitività delle composizioni conferendo loro un´aria colta, quasi una musica da camera per chi ha il privilegio dell´ascolto e dell´ispirazione.
"Not one word" rende ancora più evidente come il talento di Fossati si esprima meglio lavorando per sintesi e per sottrazione, processo laborioso e doloroso, ma inevitabile nella ricerca musicale che Ivano sembra aver intrapreso … in entrambe le sue vite.
Discografia:
IVANO FOSSATI DISCOGRAFIA
Dolce acqua (1971) con i Delirium
Il grande mare che avremmo traversato (1973)
Poco prima dell´aurora (1973) con O. Prudente
Good-bye Indiana (1975)
La casa del serpente (1977)
La mia banda suona il rock (1979)
Panama e dintorni (1981)
Le citta´ di frontiera (1983)
Ventilazione (1984)
700 giorni (1986)
La pianta del tè (1988)
Discanto (1990)
Lindbergh - Lettere da sopra la pioggia (1992)
Dal Vivo vol.1 - Buontempo (1993)
Dal Vivo vol.2 - Carte da decifrare (1993)
Il toro (1994) colonna sonora
Macramè (1996)
Canzoni a raccolta - Time and Silence (1998)
La Disciplina della Terra (2000)
Not One Word (2001)
