Ivano Fossati

live report

Ivano Fossati Roma, Auditorium Conciliazione

di Francesco Bove

Concerto del 09/03/2012

#Ivano Fossati#Italiana#Canzone d`autore

La prima delle tre date romane di Ivano Fossati è tanto attesa ma, purtroppo, riserva ben poche sorprese. Nonostante una scaletta, sulla carta, emozionante, Ivano imbastisce uno show che, per fortuna, non ha il patetico sapore di un addio ma non ha nemmeno quella forza con cui, fino a qualche anno fa, Fossati trascinava il pubblico più affezionato. Non basta andare troppo lontano col pensiero, non occorre ricordare quel magnifico tour del 1992-1993 immortalato anche in un doppio cd ormai storico. Basta ricordarsi del tour del 2006 – scenografia di Dario Ballantini - con un sound molto più curato, arrangiamenti sempre appropriati e una scaletta da brividi. Qui, invece, la parte rock – che nel tour del 2006 era, di gran lunga, più viscerale – non paga, appare piatta e monotona e non riesce proprio a coinvolgere. “È tutta musica leggera, ma come vedi, la dobbiamo cantare”, ci dice il buon Ivano, ma non è mai stata così banale e riservarci una tale sorpresa nel tour di addio sembra un affronto imperdonabile. I momenti belli, di quelli che entrano nelle vene, ci sono : “Il disertore”, voce e chitarra, che chiude il primo tempo, è di una bellezza disarmante ; “Carte da decifrare”, con la band classica, è un capolavoro dolce e raffinato, interpretato con eleganza e classe ; “L'orologio americano” conserva il sapore originario che ha su disco mentre “C'è tempo” riesce sempre a sciogliere i cuori, anche in questa nuova rilettura. Non si vogliono contestare le due anime di Ivano, rock e acustica, ma semplicemente la mancanza d'attenzione di uno degli artisti più intelligenti del panorama cantautoriale italiano. Il pubblico vive l'evento come un rito collettivo, la celebrazione di una carriera, si riunisce idealmente attorno all'artista rispettando la sua decisione e chiede un ultimo brivido cominciando ad elaborare il lutto. In fin dei conti, Fossati si ritira, molto probabilmente, prima di un fatale passo falso ed è giusto, quindi, terminare la sua onorata carriera con un tour che raccoglie alcuni tasselli importanti del suo repertorio.