L`amore e la violenza<small></small>
Italiana − Alternative − pop, synth-pop, cantautorato

Baustelle

L`amore e la violenza

2017 - Warner Music Italia
16/01/2017 - di
Ho sempre pensato che i veri artisti fossero quelli capaci di mutare nel tempo, di crescere insieme a loro stessi e al mondo che li circonda senza tradirsi mai. Produrre cose diverse ogni volta, adattare il già prodotto al mondo o alla loro maturità. Queste persone sono le stesse che riescono a raccontare il mondo senza scadere nel patetico, nel cinismo bieco e nel melodrammatico. Bene, ascoltare L`amore e la violenza, il nuovo Lp dei Baustelle, uscito il 12 gennaio 2017 per Warner Music Italia, dà ulteriore conferma che loro rientrino nella voce artisti veri.

L`amore e la violenza nasce a distanza di tre anni da Fantasma, un disco difficile e ingombrante, sinfonico e lungo. Si potrebbe dire che sia una reazione a Fantasma, la necessità di tornare all`anima pop che ha sempre contraddistinto i Baustelle. Ma attenzione, “Io non ho più voglia di ascoltare questa musica leggera”, eh no. Non aspettatevi le canzonette che invadono le radio in questo momento: ballad semplici, strofe in cui le parole sono messe insieme per assonanza, rime forzate che non vogliono dirci nulla. No, prendiamo la macchina del tempo e torniamo agli anni `70 e `80 quando il pop si produceva senza campionamenti prefatti al computer, quando anche una semplice “canzonetta” come Mamma Mia degli Abba conteneva arrangiamenti complessi e “fatti a mano” in analogico. Niente è scontato e niente è armonicamente prevedibile nelle dodici tracce di L`amore e la violenza.

Poi, se chiudo gli occhi e faccio il mio solito giochetto di abbinare le musiche ai film, penso a Vallanzasca. Il periodo buio, decadente, in cui la violenza era lo sfondo quotidiano, e quindi? La vita va avanti, e via con lustrini e paillette che la festa continui in un mondo di atroci violenze.

Ma il disco contiene anche tanto amore, amore violento, amore finito, amore per la vita, amore per i cambiamenti. Sono canzoni d`amore in tempo di guerra, una guerra a cui il mondo non era abituato da un po`: “Hai diciott’anni e non ricordi / Le strade nel settantasei / Il caso Moro e l’eroina / All’università tua madre era bellissima” (L`era dell`acquario).

L`amore e la violenza è il classico disco che anche al centesimo ascolto non stanca, continua a sorprendere e si continuano a scoprire nuovi riferimenti e citazioni di cui l`album è pieno, da Battiato, passando per i Daft Punk fino ad arrivare a Sandokan.

In apertura la strumentale Love che introduce benissimo il mood del disco e l`ambientazione melodica che ne verrà. La seconda traccia è uno dei capolavori dell`album, almeno per chi scrive, Il Vangelo di Giovanni. In questo brano c`è molto Battiato, c`è molta attualità con “Giorni senza fine / Croci lungomare / Profughi siriani / Costretti a vomitare”. Parole che, in bocca a chiunque altro, sarebbero suonate come ciniche, ma che qui sono il piatto racconto dei fatti, una fotografia dei nostri tempi in cui forse è meglio cercare “Il significato dell’amore / L’idiozia di questi anni / Il Vangelo di Giovanni / La mia vera identità” che stare qui ad ascoltare “questa musica leggera”.

Poi troviamo Amanda Lear, il primo singolo estratto dall`album, un pezzo degno di essere un singolo perché ha la struttura ritmica perfetta per entrarti in testa come un martelletto e non uscire più. E tu canti canti canti...canti di un amore andato a rotoli a causa del pessimismo cosmico di lei: “niente dura per sempre", neanche noi, tanto vale divertirsi e sentirsi quella figa di Amanda Lear per il tempo di un disco. Lui la prende sul serio e prima che lei se ne accorga e faccia qualcosa, la tradisce; il tutto è scomposto e raccontato fra presente e flashback.

E poi c`è Betty, una canzone cruda, che inizia molto cupa per poi esplodere in un ritornello potentissimo: “Betty è bravissima a giocare con l’amore e la violenza / Si fa prendere e lasciare / Che cos’è la vita senza una dose di qualcosa / Una dipendenza”. Siamo stati tutti un po` tutti Betty, con la necessità di uscire da questi meccanismi e desiderare un mondo migliore. Un mondo che non sia quello dell`Eurofestival, miscellanea di stili diversi, globalizzazione forzata, trash e melodrammatico, buttati insieme in un circo degli orrori: “Via / Portatemi via / Lontano da qui / Io non voglio più soffrire così / Ho perso la fede e la verginità / Buttatemi fuori dal festival”.

Si cambia registro melodico con Basso e Batteria, pezzo che si rifà all`elettronica dei Daft Punk mixati ad un campionamento del clavinet con cui inizia Sandokan, dei fratelli De Angelis (Oliver Onions). E si cambia ancora con La musica sinfonica e la difficoltà ad essere felici, stato non impossibile, ma difficile: “E’ musica sinfonica in discoteca”.

Ma c`è una promessa che ricorre alla fine dell`album in Lepidoptera e nell`Era dell`acquario, prima o poi o ci si abitua a tutto, oppure tutto finisce e noi torneremo a fare l`amore, ad amarci e guardarci negli occhi senza paura del Mondo. L`amore e la violenza finisce con Ragazzina e Tu scendi dalle stelle un messaggio per la figlia di Bianconi, un pezzo per tranquillizzare e tenere duro nell`affrontare la vita.

A completare il tutto una copertina che si ispira a If di Malcolm McDowell. In questi quaranta minuti troverete allegria, tristezza, amore e abbandono, prendersi e lasciarsi, troverete la vita in tutte le sue sfaccettature. Buon ascolto.

Track List

  • Love
  • Il vangelo di Giovanni
  • Amanda Lear
  • Betty
  • Eurofestival
  • Basso e batteria
  • La musica sinfonica
  • Lepidoptera
  • La vita
  • Continental stomp
  • L`era dell`acquario
  • Ragazzina

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