Looking Into You  a Tribute to Jackson Browne<small></small>
Americana − Songwriters

Aa. Vv.

Looking Into You a Tribute to Jackson Browne

2014 - Music Road Records / IRD
26/03/2014 - di
Brother Jackson è, per gente come il sottoscritto, davvero come un fratello; se solo si pensa a  quante giornate e nottate abbiamo passato ad ascoltare, in gruppo o in solitudine, le sue belle canzoni, così cariche di nostalgia, così ricche di contenuti sia testuali che musicali! Jackson  Browne è un buon scrittore di canzoni,  uno di quegli artisti  usciti dalla grande rivoluzione della musica negli anni ’70, latore di un approccio generazionale al folk e al rock  in parte oblio e in parte “state of mind”. Ricordiamo anche il suo pervicace impegno rispetto ai grandi temi sociali,  soprattutto quelli legati ai diritti civili, all’anti imperialismo  (negli anni ’80 dedicò l’album Lives In The  Balance al Nicaragua) e alla preservazione dell’ambiente, uno su tutti MUSE nel 1979 che produsse No Nukes, un grande progetto-evento-concerto contro il nucleare, uno dei dischi e film più collezionati nella storia del rock. La sua  produzione è stata parca, forse anche perché la sua grande vena creativa è durata meno di un decennio, infatti, gli album più ispirati e significativi si concentrano nei ’70, forse perché un duro colpo alla sua musica fu dato dal suicidio della prima moglie Phyllis Major, avvenuto nel ’77. Una cosa è certa, l’uomo corredato dai suoi valori non si è mai spento, Browne è una gran bella persona, schiva, pacata, coerente conduce la propria vita lontano dai riflettori e di tanto in tanto si rifà vivo proponendoci sempre album dignitosissimi nei quali si riscontriamo contenuti carichi di umanità e di calda musicalità, sempre correlata alla sua voce distintiva.

La Music Road Records (etichetta di qualità creata da Jimmy LaFave, si sta distinguendo per avere nel suo roster, oltre allo stesso LaFave, artisti parecchio interessanti, quali Holcombe, Welch, Slaid Cleaves) questa  volta fa il botto e dedica un tributo stellare al nostro Jackson dal titolo Looking Into You e lo fa chiamando  a raccolta un manipolo di artisti di primissimo livello, molti texani ma non solo e il risultato è da quattro stelle. Il rischio dei tributi è sempre stato quello di appiattirsi troppo sull’originale oppure, per distinguersi, di inforcare derive centrifughe stranianti che snaturano l’essenza dei brani. In questo caso il lavoro dei produttori Ashley Warren e Tamara Saviano è ottimo e la straordinaria professionalità dei grandi musicisti coinvolti fa il resto. I nomi sono enormi, si parte da Don Henley che con la sua voce carteggiata, insieme ai Blind Pilot, ci regala una versione di These Days da incorniciare, Jimmy LaFave da brivido interpreta la canzone simbolo For Everyman, Bonnie Raitt e David Lindley reggano portando Everywhere I Go in Giamaica, il sorprendente cantante country texano (metà tedesco come Browne) Bob Schneider rallenta allo spasimo e stravolge così bene Running On Empty da risultare, se possibile,  quasi migliore rispetto all’originale.

La parte del leone però la fanno le donne con versioni straordinarie di alcuni cavalli di battaglia di Jackson, Karla Bonoff, Shawn Colvin, Joan Osborne sono bravissime nei rispettivi pezzi ma su tutte segnaliamo Fountain Of Sorrow eseguita magistralmente dalle Indigo Girls, sette minuti di pura poesia folk rock, strepitose! Notevoli anche Before The Deluge e The Pretender, classici immarcescibili, a cui rispettivamente  Eliza Gilkyson e Lucinda Williams donano una coperta di malinconia incontenibile che penetra sotto i nervi lasciando ferite profonde.  Al par suo Kevin Welch è grandissimo nell’interpretare in maniera gospel  Looking Into You tanto da  meritare il titolo dell’album; e che dire di Lyle Lovett, il sornione allampanato cantore che rende tutto estremamente semplice? La sua Rosie affascina, come pure Our Lady Of The Well lascia il segno. Keb Mo’ ci regala una piacevole interpretazione soul blues di Rock Me On The Water. Forse coloro che non aggiungono grande valore sono proprio i nomi importanti, iniziando da Bruce Springsteen che insieme a Patty Scialfa affronta una Linda Paloma che, a conti fatti essendo anche una canzone minore, risulta abbastanza trascurabile e Ben Harper, che da tempo pare aver perso smalto e spessore, che ci canta Jamaica Say You Will senza infamia e senza lode. Sono forse gli unici piccoli nei, su ventitré canzoni, che costituiscono un doppio album, curatissimo pure nel packaging, il cui acquisto è assolutamente caldeggiato.

Track List

  • CD 1
  • Don Henley & Blind Pilot – These Days
  • Bonnie Raitt & David Lindley – Everywhere I Go
  • Bob Schneider - Running On Empty
  • Indigo Girls - Fountain of Sorrow
  • Paul Thorn - Doctor My Eyes
  • Jimmy LaFave - For Everyman
  • Griffin House – Barricades of Heaven
  • Lyle Lovett – Our Lady of the Well
  • Ben Harper - Jamaica Say You Will
  • Eliza Gilkyson – Before the Deluge
  • Venice - For a Dancer
  • Kevin Welch – Looking Into You
  • CD 2
  • Keb’ Mo – Rock Me on the Water
  • Lucinda Williams - The Pretender
  • Lyle Lovett – Rosie
  • Karla Bonoff – Something Fine
  • Marc Cohn & Joan As Police Woman - Too Many Angels
  • Sara & Sean Watkins – Your Baby Bright Blues
  • Bruce Springsteen & Patti Scialfa - Linda Paloma
  • Shawn Colvin – Call it a Loan
  • Bruce Hornsby – I’m Alive
  • Joan Osborne - Late for the Sky
  • J.D. Souther – My Opening Farewell