L’amore Mio Non More <small></small>
Italiana − Folk − rock

Il Muro Del Canto

L’amore Mio Non More

2018 - Goodfellas
29/11/2018 - di
Il Muro del Canto torna alla grande con L’amore Mio Non More a cantare la decadenza di Roma, quella del tempo che erode gli affetti e la vita. Con un suono inconfondibile e che non stanca, che ti trascina e ti fa scorrere il sangue nelle vene. La matrice capitolina della formazione è innegabile, un brano come il singolo Reggime Er Gioco, presentato dal video con Vinicio Marchioni, mostra le ferite di una Città Eterna eppure abbandonata (“Roma è vestita da zingara e ogni giorno lei tira a campà nessuno la porta all`artare e capisce che c`ha da strillá”). Però se si guarda bene non ci sono solo le sue e dei suoi figli di ferite: “Roma lascia perde che ‘sta vita passa ‘n fretta Mejo giocà ar buio e nun sapè quer che m’aspetta” fa diventare Roma una maschera di ciascuno di noi. Per ognuno di noi per cui “Finirà com`era cominciata /dentro un letto d`ospedale questa vita sporca e ladra/Ma fino a quel momento ci sarà da bere e urlare /fino a farci male il cuore dentro all’anima”. Stoica, la seconda traccia (la prima in italiano e non in romanesco), sembra già pronta per far partire i cori e gli accendini (sì, gli accendini e non gli smartphone) durante un concerto.

L’amore Mio Non More scalda il cuore con la voce profonda di Daniele Coccia Paifelman e la fisarmonica di Alessandro Marinelli e come Senza ‘Na Stella, impreziosita dal canto di Lavinia Mancusi, riporta a sentimenti senza tempo.

Roma Maledetta, cantata, o meglio narrata, da Alessandro Pieravanti, e Cella 33 formano un combo criminale, con le storie nere della città (dall’uccisione di Remo al cosiddetto Canaro alla Magliana) che preparano la strada a quella di un detenuto che decisamente non vive in un carcere modello Cesare Beccaria. Ponte Mollo, di Lando Fiorini, dedicata al nome popolare per Ponte Milvio, ritrae una Roma per la quale il Tevere era fondamentale (“Ponte Mollo, io so’ romano fijo de `n fiumarolo”).

La vita è una riflette la fatica di vivere anche nella fatica del pugilato immortalata dal video (girato nella palestra popolare del Quarticciolo, zona est della città, e in cui Marco Giallini interpreta il custode della palestra stessa), e con il suo ritmo incessante fa suonare il gong durante il match più faticoso per ognuno: la vita.

Chiude il disco il monologo di Pieravanti Il Tempo Perso, che sembra quasi ordinare in un pallottoliere gesti e istanti di quotidianità.

L’amore Mio Non More pulsa di vita, sudore, gioia e dolore. E’ un disco che ha il sapore del vero, e che mentre salti ti fa pensare.

Track List

  • Reggime Er Gioco
  • Stoica
  • L’amore Mio Non More
  • Novecento
  • Senza ‘Na Stella
  • Roma Maledetta
  • Cella 33
  • Al Tempo Del Sole
  • Ponte Mollo
  • La Vita È Una
  • Domani
  • Il Tempo Perso

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