Il Muro Del Canto

Il Muro Del Canto

Roma, Villa Ada incontra il Mondo


02/08/2019 - di Arianna Marsico
La data romana de Il Muro del Canto viene aperta dai Dalton. Il loro combat – punk, con brani come Skinhead, è sincero e convincente, ed è decisamente un ottimo inizio. La serata sarà intensa ed emozionante, e vale la pena di raccontarla partendo dalla conclusione o giù di lì.

 “Noi più voi semo il Muro del Canto”: queste parole pronunciate da Alessandro Pieravanti quasi sul finire della serata (impreziosita dal violino di Andrea Ruggiero) rendono appieno il legame che si è creato tra il gruppo e il suo pubblico. Un legame che negli anni è andato rinsaldandosi, forte di un’incessante attività live e di una costante maturazione musicale, grazie alla quale il gruppo ha gestito senza scossoni l’uscita di Giancane (sostituito da Franco Pietropaoli) ed è scappato dalla trappola del romanesco. Un romanesco che se non usato sapientemente può diventare macchiettistico e ridursi a brutta caricatura della sceneggiatura di Romanzo Criminale. E invece no, la Roma cantata dalla voce roca e profonda di Daniele Coccia Paifelman e immortalata dall’acuto spirito di osservazione di Alessandro Pieravanti (a quando una collaborazione con Carlo Verdone?) non è quella della malavita prepotente, è quella di chi si è visto sbattere fuori dal Raccordo Anulare per poter avere un tetto tutto suo (Palazzinari) ma senza uno straccio di servizio, se non quel centro commerciale dove illudersi di Vivere alla grande dopo che hai lavorato con impegno per tutta la settimana” perché “te meriti de passà un sabato davvero da gran signora” (e decisamente qui non si guarda solo alle periferie della Capitale) per poi essere cullati solo da Il Canto degli Affamati. È la Roma visceralmente verace ed anticlericale di Mistica Mastica, alla cui esecuzione partecipa un emozionato e quasi commosso Rosso Malpelo.

È la Roma “vestita da zingara”che “ tira a campa`” di coloro, non solo romani, che si alzano e ricadono, del pugile di una palestra popolare che non solo al Quarticciolo (quartiere della periferia est dell’Urbe) tira i pugni in faccia alla vita più che all’avversario (La vita è una).

Tra tante lotte quotidiane l’apparizione di Lavinia Mancusi porta un soffio di dolcezza.  Maleficio e Senza `na Stella fanno venire la pelle d’oca, soprattutto grazie all’intreccio  delle voci di Daniele e Lavinia.

Alessandro Pieravanti, autentico mattatore, trasforma Peste e Corna in un divertito valzer collettivo, al quale Rosso Malpelo, sceso dal palco, si diverte a prendere parte.

Il Muro del Canto saluta e ringrazia tutti i presenti dopo aver regalato una spremuta di musica autentica, che sa di vita, rabbia, sudore e amore.

 
Foto Daniele Di Mauro

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