Il seme e la speranza<small></small>
Italiana

Gang

Il seme e la speranza

2006 - LIFEGATE
04/06/2006 - di
Un disco dei Gang mancava ormai da sei anni, eppure la band dei fratelli Severini c’è sempre stata: un album condiviso con La Macina (“Nel tempo e oltre cantando”, 2004), una raccolta di racconti (“Banditi senza tempo”, 2003) e tante collaborazioni con musicisti più o meno affermati, dagli Yo Yo Mundi ai Marmaja, dai Malavida agli Spanish Johnny, da Andrea Parodi ai Miami & The Groovers.
Oltre che di fatto, i Gang sono stati presenti anche di spirito facendosi portatori di idee contrarie all’imperante arrivismo: nonostante questa scelta abbia rallentato la loro carriera, non hanno mai smesso di muoversi in direzione contraria al mercato discografico. “Il seme e la speranza” è così frutto di un lavoro portato avanti negli anni e di una volontà di “riportare tutto a casa” che i Gang coltivano almeno dai tempi de “Le radici e le ali” (1991).
Si tratta di un progetto importante, realizzato grazie all’aiuto di parecchi Istituti del territorio delle Marche e dintorni: il cd, accompagnato da un dvd in edizione limitata, è la parte che più affiora di un lavoro che scava nella tradizione, nella storia e nelle storie. Curiosa, e forse non casuale, l’analogia che lo lega a “Le radici e le ali”, come se il binomio del titolo stesse ad indicare la portata di un lavoro che potrebbe diventare un nuovo punto fermo non solo nella discografia dei Gang.
Si parte significativamente dalla terra, radice di tutto il disco ad un livello molto più che simbolico: le canzoni infatti attingono ad un humus culturale e sociale immerso nella storia. Nella prima parte del cd una manciata di ballate spargono i germi di una coscienza da ritrovare grazie ad una musica che si fa gesto: quella dei Gang infatti non è una lezione, ma un invito rivolto attraverso gli strumenti e il canto.
Insieme alla voce ormai storica di Marino, determinanti sono le tastiere, il sax, il violino e la fisarmonica: la presenza dei numerosi ospiti dà forma ad un’abbondanza che si svolge tra tracce inedite e rivisitate per l’occasione fino a diventare forza corale nella cover di “This land is your land”.
Le canzoni fanno memoria di personaggi piccoli e grandi (Maria Santiloni Cavatassi, le vittime dello sterminio fascista di Sant’Angelo, Victor Jara, Marcos, Chico Mendes, Giovanna Daffini) offrendo anche testimonianze dirette di chi ha vissuto l’oppressione sulla propria pelle: in prima fila ci sono i colpi rock di “Comandante” e di “Saluteremo il signor padrone” e al loro fianco prendono posizione con la stessa fermezza una versione de “La pianura dei sette fratelli” cantata dal Coro delle Mondine di Novi e la conclusione soppesata de “Il lavoro per il pane”.
I Gang sono tra i pochi che riescono a parlare di popolo, di lavoro e di resistenza, senza alcuna retorica politica: lo fanno seminando musica ed emozioni, “riportando tutto a casa” per costruire un futuro che si possa ancora vivere insieme su questa terra.

Track List

  • È terra nostra|
  • Lacrime del sole|
  • A Maria|
  • Maggio 1944 – in memoria|
  • Le voci della terra: Altamante Logli|
  • A la Molina no voy Màs|
  • Comandante|
  • Chico Mendes|
  • Le voci della terra: Gastone Pietrucci|
  • Saluteremo il signor padrone|
  • Le voci della terra: Maria Cervi|
  • La pianura dei sette fratelli|
  • La canzone dell’emigrante|
  • This land is your land|
  • Il lavoro per il pane