live report
Ginevra Di Marco Ginevra Di Marco a Bellinzona: un Kaleidoscope di emozioni
di Laura Bianchi
Concerto del 18/09/2026
La stagione 2026 / 2027 del Teatro Sociale di Bellinzona non potrebbe aprirsi in un modo migliore: stasera risuoneranno la voce di Ginevra di Marco e i suoni dei suoi compagni musicisti, il marito concertatore Francesco Magnelli alle tastiere e magnellophoni, il versatile Andrea Salvadori a chitarra e tzouras, e l'energico Pino Gulli a batteria e percussioni, per un concerto che colma un'assenza dalla Svizzera durata sei anni. E il disco Kaleidoscope, Targa Tenco 2025 come miglior album di interprete, è solo l'ultimo di una serie di lavori tutti brillanti, che avvolgono in un unico atto d'amore la musica del mondo. Dopo il tour con i C.S.I., che ha visto la coppia Di Marco - Magnelli immergersi in un abbraccio con le migliaia di appassionati che portano ancora nel cuore l'intensità di quella stagione irripetibile, Donna Ginevra torna nei teatri, e, dopo un breve scambio di battute col conduttore Christian Gilardi (la Radio della Svizzera Italiana trasmette il concerto in diretta), crea subito la magia con Tutto cambia, l'immortale inno di Mercedes Sosa, a cui ha dedicato un disco, interpretata con un trasporto e un'intensità che coinvolge tutti. Fin da ora, è chiarissima la direzione che prenderà la serata: un viaggio, entusiasmante, mutevole, bellissimo, caleidoscopico appunto, nelle voci che hanno dato corpo a inquietudini, gioie, ansie e speranze, in tutto il mondo, che diventano la sua voce, "spirituale, metafisica", come Cristian Verzeletti scriveva già nel 2005, commentando Disincanto.
L'ultima volta che ho assistito a un concerto del gruppo è stato due anni fa, a La Scighera; e la qualità è sorprendentemente ancora aumentata, al punto che non esiste un genere che sia escluso dalle scelte, ma un genere trascorre nell'altro, come quando, senza soluzione di continuità, da La rivolta delle parole - scritta col commediografo Armando Punzo - si passa al Canto dei Sanfedisti: come dire, dal 2025 al 1799, la rivolta è sempre possibile. O quando, dopo Le figliole, tratto da Donna Ginevra, segue una toccante Auguri, dall'ultimo disco, scritta con Franco Arminio e Salvadori; o ancora, dopo Canzone arrabbiata, con testo di Lina Wertmüller e musica di Nino Rota, propone Il coraggio di essere fragili, dal recente omonimo spettacolo con Arminio. Il caleidoscopio stasera non si muove solo nel tempo, ma anche nello spazio, come nell'ipnotica, struggente Io sarò al tuo fianco, testo della grande poetessa argentina Alfonsina Storni, musicata da Paco Ibáñez e tradotta in italiano dal compianto Sergio Secondiano Sacchi, o in Ana-Genesis, un canto greco che scintilla di vita e di energia, che danno modo a Di Marco di esprimere le sue immense qualità vocali.
Al percorso CCCP - CSI - PGR vengono dedicati alcuni brani, tra cui Depressione Caspica
e Del Mondo, uno dei vertici del concerto, seguito col fiato sospeso da tutti, in un silenzio mistico, come si addice al suo significato,
fino all'ultimo bis, Amandoti, dall'intensità sensuale e coinvolgente.
Prima però c'è spazio anche per l'omaggio a due cantastorie e ricercatrici, una toscana, Caterina Bueno - che riceve un meritato applauso dal pubblico - con La leggera, presente anche in Stazioni Lunari prende terra a Puerto Libre, e una siciliana, Rosa Balistreri, che la voce di Di Marco rilegge nella sua celebre Rosa canta e cunta: due grandi donne, entrambe animate dall'urgenza di dare voce a chi non ce l'ha, elemento centrale anche dell'opera di Donna Ginevra e di Francesco Magnelli.
A suggellare una serata indimenticabile, il primo dei due bis: Ballata per Margherita, dedicato a Margherita Hack, con cui è nata non solo un'amicizia, ma un progetto teatrale; qui Salvadori ricrea suoni interstellari, Di Marco canta i versi scritti da lei stessa con un trasporto cosmico, mentre le tastiere di Magnelli dialogano con la voce della compagna, per una resa totale dell'atmosfera evocata dal testo: "Ci pensi mai? che poi non fa paura, ma serve a dare un senso a ciò che vedi... L'avresti detto mai? la morte dà la vita... la morte dona sempre nuova vita".
Con queste emozioni custodite nel cuore, mentre è lunga la fila di quanti si avvicinano a lei per acquistare e farsi firmare il disco, esco dal teatro, certa che con loro ci sarà sempre una prossima volta.
FOTO FRANCO VALSECCHI