The Universe Inside<small></small>
Rock Internazionale • Alternative • Psychedelic

The Dream Syndicate The Universe Inside

2020 - Anti-

01/06/2020 di Marcello Matranga

#The Dream Syndicate#Rock Internazionale#Alternative #Alex Aliume

Dopo aver pubblicato un nuovo album, How Did I Find Myself Here?, a distanza di quasi trent'anni da quello precedente, Ghost Stories, doppiato da These Times un paio di anni dopo, accolti da critiche molto positive e da riscontri live ancor più entusiasti, dove riemergeva in buona parte il suono che aveva segnato un'epoca, ecco arrivare il terzo capitolo dei rinati Dream Syndicate. Ma questo nuovo The Universe Inside è un disco che ha fatto storcere la bocca ad alcuni, mentre chi mette nero su bianco trova che questo album, pur con qualche limite che andremo a vedere, sia assolutamente fresco e logico nella evoluzione di questa band. Intanto c'è la voglia  di sperimentare e lasciarsi andare, quasi a pensare che la registrazione del disco fosse una lunga jam session per musicisti dallo spirito libero, anche se poi, a ben vedere i segnali erano insiti da sempre nel gruppo (dice niente l'esplosione di un pezzo come John Coltrane Stereo Blues, con quei riff talora disssonanti e distorti genitori di The Universe Inside?)

Nato da una jam durata ottanta minuti The Universe Inside, si compone di cinque pezzi che definiscono il sound dei Dream Syndicate di questi ultimi anni, dove la cosa che balza all'orecchio è la sostanziale omogeneità della musica contenuta in questo disco. Un viaggio tra angosce notturne ed esplosioni psichedeliche che trovano il loro culmine nell'iniziale The Regulator che, come scritto da molti trova la sua perfetta definizione accompagnandosi al video, veramente splendido, di David Daglish, che vede scorrere immagini di una New York odierna alla quale si sovrappongono istantanee del passato (esemplificativo il passaggio che vede apparire l'insegna del leggendario CBGB's oggi rimpiazzato da un negozio di abbigliamento che ha mantenuto parti degli interni di quella mitica venue).

Tutto l'album prosegue su questi vorticosi riff che si ripetono come una sorta di mantra degli anni duemila dove il concetto di Rock viene ridefinito da un flusso sonoro ininterrotto che non trascura sensazioni di intriganti liason con il Jazz, andando ad edificare il soundtrack di un b-movie destinato ad essere cultizzato fra qualche anno, con la perla finale di The Slowest Redintion che sembra voler indicare la strada di un domani dove nulla sarà come oggi. Inevitabile che di fronte a tutto ciò molti si sentano annoiati o traditi, ma questa musica è quanto mai attuale, affascinante e calzante al periodo che abbiamo vissuto diventandone inquetante sottofondo. Spettacolare l'edizione in vinile con una copertina creata da Alex Aliume (www.aliuneart.com  che al tatto offre la sensazione di essere in rilievo.

The Universe Inside indica una direzione non banale eppure affascinante. Bisogna solo avere la pazienza di non farsi sopraffare da una prima impressione di noiosa ripetitività che è proprio l'opposto di quel che si andrà scoprendo lasciando questo mondo per poco meno di un'ora di ascolto. Grande album!

 

 

 

 

 

Track List

  • The Regulator
  • The Longing
  • Apropos Of Nothing
  • Dusting Off The Rust
  • The Slowest Rendition

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