Ministri Aurora popolare
2025 - Woodworm, Universal
Un ritorno letteralmente esplosivo. Per il titolo della traccia di apertura, per la corrosività dei riff e delle parole, per la deflagrazione su contraddizioni (spesso terribili) e nevrosi odierne. Come la successiva Piangere al lavoro, che canta “piangere al lavoro/ possibile non ci sia altro modo per vivere”. Altro che il lavoro nobilita l’uomo, “una preghiera per i camerieri”, qualcosa che svuota dentro spesso, invece di riempire.
Aurora popolare è un disco fortemente ancorato al presente. Sentendo “ci sarà altra vernice sopra i monumenti” (Spaventi) è impossibile non pensare alle proteste di Ultima Generazione. Cosa ci aspetta davanti? "È solo il sole che ritorna” grida disperato Davide “Divi” Autelitano, così come quando canta “ti senti una città, ti senti Stalingrado” (Poveri noi), chiaro riferimento al sentirsi sotto assedio e sopraffatti. Dalle cose da fare, dal trovare “una scusa per farcela”, dai buoni che diventano cattivi. La conclusiva Cattivi i buoni. “Hai visto come sono/Cattivi i buoni”, e qui la voce si fa più sussurrata, quasi schiacciata dall’ ipocrisia di coloro che “ti vendono la pace, e lì ancora sul balcone/M entre comprano una nuova e le danno un nuovo nome” e poi “parlavano di poemi/ma leggevano i cereali”.
Tutto questo si riassume nelle parole dei Ministri stessi: “Aurora Popolare parla di rabbia e di attesa, di promesse e di fallimenti. E del fatto che solo nella completa disillusione possiamo imparare di nuovo a sperare.” E quindi chissà che “un giorno uno lo trova il suo coraggio/E poi fa/boom!”, per proteggere dal peggio sé stessi, i propri figli, la propria speranza in un domani, e uscire dai Tempi bui.
Tour
24 Ottobre - New Age - Roncade (Tv)
25 Ottobre - Viper - Firenze
4 Novembre - Alcatraz - Milano
6 Novembre - Hiroshima - Torino
7 Novembre - Hiroshima - Torino - SOLD OUT
15 Novembre - Estragon - Bologna
21 Novembre - Hacienda - Roma
22 Novembre - Eremo - Molfetta (Ba)
