Ministri

live report

Ministri I Ministri fanno saltare Roma

di Arianna Marsico

Concerto del 26/09/2026

#Ministri#Italiana#Alternative

“La mia vita è una giungla, la fortuna è un gorilla

Devi venire a vederla

Prima che perda la pazienza e faccia

Boom”

L’arrivo dei Ministri sul Palco di Villa Lazzaroni di Roma per la conclusione del TFR live (Total frequency rights) , all' interno della festa del tesseramento di CGIL Lazio, è una detonazione. Dopo Demetria Bellina e la convincente esibizione di Giorgieness, il gruppo milanese con Mammut dà inizio a uno show senza mezze misure. Né emotive né sonore.

I Ministri mostrano infatti sia dalle tematiche affrontate sia dai discorsi sul palco di essere solidamente ancorati alla realtà di non sentirsi arrivati, autodefinendosi, con le parole di Divi, “scappati di casa”. Il cantante e bassista inviterà inoltre più volte a stare all’erta, come cittadini romani, su certe derive turboliberiste che hanno già afflitto Milano (e da cui Roma è tutt’altro che indenne…). Federico Dragogna introdurrà con grande emozione La pista anarchica, un brano che non sembra del 2013, perché c’è sempre un capro espiatorio su cui scaricare le colpe per non risolvere realmente i problemi. Il chitarrista presenterà con altrettanto ardore anche Spaventi, uno dei brani dell’album Aurora Popolare (2025) a cui la band tiene maggiormente. Forse perché esorta a lottare, a guardare avanti, nonostante tutto, nonostante la paura.

Parlavamo di mezze misure sonore, che non ci sono. E che meraviglia! Le chitarre trionfano, il basso anche se un po’ in disparte dà profondità e la batteria di Michele Esposito crea cornici asciutte ma esplosive. I Ministri sembrano i salvatori di un rock’n’roll dato regolarmente per spacciato. Sudore, stage diving, voglia di gridare e di stare tutti insieme, un muro sonoro massivo e d’impatto. Su Aurora Popolare Divi inizia ad agitare la bandiera con la copertina del disco, scende tra il pubblico a sventolarla. Un gesto forte, solenne e popolare assieme, che marca una ritualità laica ma non per questo meno potente.

Abituarsi alla fine chiude la serata e il tour estivo. Diventa l’occasione per una serie infinita di ringraziamenti, che ci ricordano come la musica sia qualcosa di collettivo, per quanto possa nascere da gesti individuali e come possa contribuire a ricordarci chi siamo e quali siano i nostri diritti.