Bu Bu Sad<small></small>
Italiana − Alternative

La Rappresentante Di Lista

Bu Bu Sad

2015 - Garrincha Dischi
20/05/2016 - di
“Wooooow!”, è la prima cosa che mi è venuta da pensare mentre ascoltavo questo disco. Finalmente un album completo: testi intelligenti e non un accozzaglia di parole messe una dietro l`altra, musiche complesse e un timbro vocale particolare che accompagna una voce potente.

A rapirmi, sin dalle prime cinque parole “qui piove miele e rose”, è il secondo album de La Rappresentante Di Lista: Bu Bu Sad. Il disco, prodotto in collaborazione con Roberto Cammarata è uscito il 4 Dicembre per Garrincha Dischi.

Già il primo lavoro, (Per la) via di casa, mi aveva colpito, aveva forza espressiva, testi intelligenti e molta intimità. Ma nonostante, questa complessità, le melodie erano scarne e composte pochi elementi. Con Bu Bu Sad siamo su un altro registro, probabilmente anche su un altro pianeta.

L` album, come il precedente, è scritto da quattro mani, quelle di Veronica Lucchesi, voce, cori, synth e percussioni, e di Dario Mangiaracina, guitalele, pianoforte, fisarmonica, farfisa, synth e cori che, dal 2011, lavorano insieme come La Rappresentante di Lista. A loro, da quest`anno si sono aggiunti Marta Cannuscio, batteria e cori, e Enrico Lupi, tromba, piano e synth. Da duo si sono evoluti in una band vera e propria.

Ogni spazio vuoto che potevamo trovare nelle canzoni precedenti è stato riempito. La Rappresentante di Lista non si sono snaturalizzati, anzi hanno sviluppato alla massima potenza quello che già era sottilmente accennato nell`album precedente.

Infatti Veronica e Dario, negli anni, hanno creato un suono che va al di la della semplice canzonetta, un suono che cerca di fuggire a qualsiasi classificazione generica. L`offerta è variegata e in Bu Bu Sad, niente fa a pugni con niente, tutto è armoniosamente concentrato in otto brani molto belli. Il pop, il folk, l`electro, l`etno, il cantautorato, solo per citarne alcuni, creano un ottimo mix per qualsiasi ricetta.

I testi sono ironici, poetici e intelligenti “ l`ispirazione nasce da tutto quello che questo e l`altro mondo ci sbattono addosso, dalle quattro mura di casa, dal particolare che spiega l`universale”.

Il disco si apre con Guardateci tutti sintesi perfetta di quello che sarà il resto dell`album: arrangiamenti nuovi da gruppo strutturato, un misto di melanconia, atmosfere sognanti e testo che entra subito in testa. Un cantato che rimane in bilico tra la rabbia e la gioia e un verso che, seppur semplice, ha una forza mostruosa “Eccoci: siamo fradici di gioia”.

Il secondo pezzo è Cosa farò?, un incipit funky e una melodia rock/r&b per un tema per niente facile, qual`è il nostro posto qui? C`è confusione. La voce di Veronica si fa travolgente, un altalena di dolcezza e urla.

Passiamo poi ad una delle mie preferite Apriti Cielo!, primo singolo estratto dall`album: “Apriti Cielo! è l’invocazione di un evento straordinario, quasi impossibile, magico. È come invocare la pioggia. Preannuncia la bufera. Se il cielo si apre, piangiamo la pioggia e facciamo tempesta anche sotto i fulmini di un disastro. Poi, che vada via qualche nuvola per lasciarci intravedere l’arcobaleno!”. Le melodie continuano su un registro funky r&b e il riff entra in testa e non esce più, è un pezzo che volente o nolente si continua a canticchiare in loop. Sarebbe perfetto per un passaggio in radio.

Siamo ospiti inizia con atmosfere lontane ed esotiche nonostante, la voce rotta, racconti della precarietà delle situazioni umane: oggi siamo qui e chissà domani cosa ci succederà e dove saremo. A volte il dove e il come non ci appartiene e l`unica è approcciare la vita con lo spirito giocoso dei bambini che in fin dei conti offre sempre un ancora di salvezza, seppur momentanea.

Invisibilmente, Bora Bora e Non mi riconosci, seppur sostenendo testi dai temi non del tutto leggeri ributtano sul piatto melodie gioiose con trombe, cantato ritmico, tastiere scanzonate e un po di house, in Bora Bora.

Il disco si chiude in intimità con Un`isola, voce e lieve arpeggio di chitarra. Una sfilza di situazioni nere della vita umana in cui l`egoismo tende a prevalere. Ma tra la bruttura del mondo c`è sempre un isola felice, quella che si crea tra due persone che si amano “ chi se non tu? Che sei l`unico amore. Ma noi siamo un isola”.

La copertina è una rielaborazione di “Peek-a-boo” del disegnatore manga giapponese Shintaro Kago. Tutto è in bilico tra il gioco e la tristezza. Situazioni brutte che si possono risolvere con l`animo del bambino che non ci ha mai abbandonato.

Questo disco è una ventata di bellezza nel panorama musicale italiano.

 

 

 

Track List

  • Guardateci tutti
  • Cosa farò?
  • Apriti cielo!
  • Siamo ospiti
  • Invisibilmente
  • Bora bora
  • Non mi riconosci
  • Un’isola

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