La Rappresentante Di Lista

La Rappresentante Di Lista

Roma, Sala B Radio Rai


24/05/2019 - di Arianna Marsico
Woow! Questa citazione dal loro ultimo disco Go Go Diva riassume in una sola parola l’esibizione de La Rappresentante di Lista alla Sala B di Radio Rai.

Entrano in scena Dario, Marta, Enrico, Erika e Roberto.  Solo per ultima entra Veronica, mentre Gloria è già iniziata. E che inizio! Un concentrato di gioia, sensualità, perfetta intesa sul palco. L’armonia tra tutti i componenti è evidente. La splendida voce di Veronica e la sua presenza scenica non sovrastano la bellezza dell’insieme.

Ogni pezzo è un intrecciarsi di corpi, ogni arrangiamento è una sorpresa. La prima parte del set per certi versi  si rivelerà più dionisiaca, la seconda più apollinea, anche se le due componenti si inseguiranno per tutto il concerto. Ti amo (nanana) ad esempio viene resa più energica dalla tromba di Enrico, che quasi restituisce i battiti di un cuore, così come Alibi .

Guarda come sono diventata è un magnetico crescendo, mentre Giovane Femmina è sensualissimo nettare sulle ferite del corpo e dell’anima.

Ecco che arriva una combo che oltre a far venire la pelle d’oca ti fa ritrovare con gli occhi lucidi e completamente rapiti da quanto accade sul palco. La formazione teatrale di Veronica e Dario  permette di dosare improvvisazione e preparazione.  “Questa canzone, che noi amiamo molto, è un inno a correre, a liberarsi, ed è un po’ anche vostra.”  Il brano così presentato  è Guardateci tutti,  con un impasto tra voci, tastiere e batteria che lascia senza respiro. “Travestiamoci da morti quando ci troveranno per strada/Per strada/Guardateci tutti correre/Eccoci/Siamo fradici di gioia”  è un verso catartico, come la corsa affiancati di Dario , Veronica (tra i due basta davvero una sguardo perché si capiscano) Marta e Erika, in bilico tra L’attimo fuggente e Heroes.

“La prossima canzone ci riguarda molto profondamente[…] perché con questa roba qua ci abbiamo a che fare tutti i giorni. Alle volte arriva a piccole dosi, sono soltanto delle piccole parti che ti parlano, alle volte invece arriva tutto insieme e sembra una valanga, quasi che ti butta in un buco nero. […] E poi un’altra parte,a meno che non si siano messe d’accordo tutte insieme, che arrivano come un gruppo, potentissimo, carico di amore e di gioia, arrivano, ti tendono la mano e ti tirano su e ti dicono: -Vieni, vieni con me. Ci penso io, io ti conosco bene. Io li capisco quegli istinti e quegli impulsi che ti dicono la verità. Se tu li ascoltassi ogni tanto, sarebbero il primo modo per ribellarsi, per rivoluzionare-.

A parlare attraverso il sorriso di Veronica è Il Corpo, il nostro corpo in carne ossa ed emotività. Ed il brano successivo non può che essere Questo corpo, tra solennità, sax  ed elettronica. Con la voce che si fa corpo, strumento.

Maledetta Tenerezza è un divertente tuffo negli anni ’80, con il controcanto di Dario.

Sale sul palco Pierluigi Ferrantini che chiede ai ragazzi di raccontare della nascita del progetto. Veronica e Dario raccontano dell’essersi conosciuti facendo teatro e di come piano piano la band poi sia cresciuta, dai primi provini incisi alle mini esibizioni per gli amici come Nicolò Carnesi (presente in sala fra l’altro). Dario scherza sul fatto che comunque abbiano sempre avuto l’impressione di combinare qualcosa di buono, e Pierluigi ridendo lo accosterà a Liam Gallagher. Per la registrazione di Bu Bu Sad “è sorta la necessità di non essere più soli”, ed ecco quindi che il duo iniziale si è arricchito di Enrico Lupi e Marta Cannuscio.

Veronica racconta anche del notevole impegno per Go Go Diva, della voglia di sperimentare che vi hanno profuso, avvalendosi anche dell’aiuto di Roberto Cammarata e Fabio Gargiulo. Pierluigi chiede anche della storia dietro la copertina dell’album, realizzata da Claudia Pajewski. Dario racconta quindi dei vestiti color carne e dei veli di tulle inizialmente previsti, fino a che, scatto dopo scatto, con Veronica scatta la necessità di raccontare l’atto non solo fisico di spogliarsi, magistralmente colto dalla fotografa.

Siamo ospiti apre la parte apollinea del set, e diventa un dolcissimo mantra. Panico si arricchisce di un qualcosa di ancestrale. Un’isola è  rarefatta seta liquida, fino al crescendo della parte finale. Con The Bomba Dioniso torna a pieno titolo sul palco, l’esecuzione è davvero intensa e teatrale, con Erika che si contorce per terra incalzata da Dario.

In teoria dovrebbe finire tutto qui, letteralmente col botto. Ma per fortuna c’è posto per altri due brani.

 “Praticamente è come se dall’inizio dell’album in si parla di corpo si arrivasse a questa fine, a questo percorso lungo le nostre canzoni in cui ci si trova di fronte dell’altro, e per la prima volta si riesca davvero a guardare negli occhi. Di fronte all’altro è come se ci si trovasse di fronte a uno specchio, si riconoscessero dei sentimenti, delle emozioni. E lì inizia qualcosa di molto magico, inizia la libertà”.

Non potrebbero esserci parole migliori per presentare Woow e l’abbandonarsi alle emozioni che descrive, un continuo pendolo tra due estremi, la felicità e la paura di farsi male.

Il finale è affidato a Mina Vagante. La dolcezza delle tastiere viene improvvisamente frantumata dalla voce di Veronica che si fa sempre più penetrante, fino a farsi essa stessa rondine, a farsi Diva, in un finale tra il tribale ed il teatrale.

E guardando tutti i soddisfattissimi presenti non si può aggiungere altro che “Eccoci/Siamo fradici di gioia”.

 

Foto di copertina di Manuela Di Pisa

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