Mala<small></small>
Rock Internazionale • Folk • psichedelia

Devendra Banhart Mala

2013 - Nonesuch Records

11/04/2013 di Gianmario Ferrario

#Devendra Banhart#Rock Internazionale#Folk

Il più fricchettone dei giovani neo-hippies torna con un disco molto bello e capace di farci dimenticare il precedente flop What Will We Be (2009).

In Mala, infatti, si ricomincia a sentire quella libertà stilistica che ha sempre autenticato questo artista che sa il fatto suo quando si tratta di spaziare tra psichedelia e tradizione. 

Il giovane artista venezuelano è  all’ottava avventura discografica e ancora, piacevolmente, la sua naturalezza esecutiva è esemplare, c’è l’ironia trascinante e festosa di sempre e anche il discreto spazio di misticismo oscuro e simbolista che rende il personaggio ogni volta affascinante. 

La formula Devendra non muta mai quando il ragazzo fa sul serio, un po’ te la aspetti ormai, ma ne rimani sempre emozionato. Nella sua onestà espressiva, piccoli capolavori come Daniel o la strumentale The Ballad of Keenan Milton ti lasciano addosso quel sapore si nostalgico, ma che fa rima con estate e sogni, candele e notti e polvere di stelle.

Paglie arrotolate dopo una cena vegetariana, buon vino e caffè corretto? Mi Negrita. E, giusto per scherzare, qualche effettino elettronico, estemporaneo più che mai su Your Fine Petting Duck, magari intento a colpire un’altra fetta di mainstreaming o, semplicemente, perché in quel momento la stanza di registrazione era sprovvista di lapislazzuli.

Noah Georgeson, l’amico di sempre, ancora una volta è alla chitarra e i rumors parlerebbero di un disco prettamente mattutino, registrato nell’abitazione di Banhart a Los Angeles e scritto quasi sempre al risveglio, dopo un  buon caffè e la leggerezza di chi non ha troppi pensieri e programmi e doveri per il resto della giornata. Eh, beati loro. Se poi ci mettiamo che la fidanzata di Banhart è la bellissima artista Ana Kras (che ha anche ispirato il titolo del disco) (ah, l’amore!), insomma, cosa vuoi di più dalla vita? Tieniti pure il Lucano! 

Ottima intuizione da parte della affermata etichetta Nonesuch che si assicura un altro musicista di qualità, capace di far parlare di sé ogni volta che si mette in discussione. 

Il disco è molto respirato, ballabile e sballabile. ¿estás listo?

Track List

  • Golden Girls
  • Daniel
  • Fur Hildegard von Bingen
  • Never Seen Such Good Things
  • Mi Negrita
  • Your Fine Petting Duck
  • The Ballad of Keenan Milton
  • A Gain
  • Won’t You Come Over
  • Cristobal Risquez
  • Hatchet Wound
  • Mala
  • Won’t You Come Home
  • Taurobolium

Articoli Collegati

Devendra Banhart

Flying Wig

Recensione di Alfonso Fanizza

Devendra Banhart

Live Report del 14/07/2010

Recensione di Vito Sartor

Devendra Banhart

What will we be

Recensione di Désirée Iezzi

Devendra Banhart

Smokey rolls down thunder canyon

Recensione di Christian Verzeletti

Devendra Banhart

Cripple crow

Recensione di Christian Verzeletti

Devendra Banhart

Nino rojo

Recensione di Christian Verzeletti

Devendra Banhart

Rejoicing in the hands

Recensione di Christian Verzeletti