Devendra Banhart

live report

Devendra Banhart Live @ Villa Arconati

14/07/2010 di Vito Sartor

Concerto del 14/07/2010

#Devendra Banhart#Rock Internazionale#Folk


Aprono la serata gli OS-Mutantes, storico gruppo di progressive rock proveniente da San Paolo Brasile. La formazione attuale prevede i fondatori Sergio e Arnaldo Dias con il coinvolgimento di una ricca line up di giovani musicisti. Un set molto colorito e sicuramente apprezzabile per gli amanti del genere.
Devendra Benhart ha raccolto il meglio della musica pop e folk e ha fatto suo uno stile che in pochi anni l’ha portato ad affermare la sua bravura tra i nuovi menestrelli degli anni ‘0; fin qui nulla di nuovo, il panorama musicale è pieno di artisti talentuosi, oggi il folk in Italia va di moda, ma dalla sua l’artista di Houston ha la padronanza di voce, scrittura, e tecnica finger-picking che lo rendono oltre che unico un artista completo.
Basta lasciarsi coinvolgere in uno dei suoi concerti per capire il valore della suo anti-folk, con o senza band: nel caso di questa serata l’artista viene accompagnato da 4 musicisti, ma riserva alcune parti di live alla solo-performance chitarra acustica e voce. La sua arte compositiva mostra grande padronanza e disinvoltura nei confronti di questi nuovi arrangiamenti live: diversi sono gli elementi che danno un valore aggiunto alle canzoni, in primis la sua tecnica vocale, vibrante, se vogliamo sciocca e "assatanata", non è difficile innamorarsi nemmeno delle sue performance chitarristiche, lunghi assoli acustici tra psichedelia latina ed estetici arrangiamenti su piano rhodes e testiere.
Si parte con alcuni brani tratti da Cripple Crow (2005), una psichedelica molleggiata dalla struttura elegante operata della sua band, seguiti da un breve sermone del batterista Rogove, per continuare sulla strada del suo folk vibrante con brani tratti dall’ultimo What Will We Be (2009) caratterizzato dai suoi tipici vocalizzi, a volte riscaldato dai suoni della slide guitar: c’è molta espressività, sia artistica che sul volto dell’artista, Devendra si muove come in una commedia interpretando personaggi freak ancora vivi nonostante il suo look non goda più della sua capigliatura da santone indiano. Il suo atteggiamento istrionico e distratto pare sia un omaggio ai grandi del rock, le pose del folk singer sono assolutamente integrate con l’espressione musicale fondata sempre su folk, neo folk e anti folk.
La parte migliore del concerto è sicuramente quella solista: la veste di folker lo riconduce nei pieni territori dei new harvest, c’è molto più soul e c’è molto più voce oltre a moltissima espressione: a Devendra non manca l’ironia nei suoi live, tra un finto ´drama´, e qualche diversivo (chiama a suonare e risponde il nostro Andrea Parodi ndr) il nostro si lancia in una parentesi discotecara anni 80 per poi concludere con un paio di brani tirati a lucido da un buon rock immediato e danzereccio.

Line – up:
Noah Georgenson: chitarra
Greg Rogove: batteria,
Luckey Remington: basso
Rodrigo Amarante: chitarra