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Primavera Sound Il Primavera Sound al via: anticipiamo notizie su alcuni artisti
Stanno iniziando i giorni più frenetici, eccitanti e ricchi di musica per Barcellona: arriva il Primavera Sound, dal 3 al 6 giugno 2026 al Parc del Fòrum.
Conosciamo meglio alcuni degli artisti e delle artiste che si esibiranno in questi splendidi giorni!
3 GIUGNO
Sono gli Yard Act, gruppo britannico di Leeds nato nel 2019, ad aprire la data zero del festival, il 3 giugno. La band si è fatta notare grazie all’esordio The Overload, disco che già mette a fuoco la sua personalità: un post-punk mescolato al dark humor, in cui il cantante James Smith dà voce a racconti surreali attraverso lo spoken word, criticando in chiave ironica e mai banale politici, massimi sistemi, gentrificazione, corruzione… Con i loro show la band promette di divertire il pubblico con coreografie e una messa in scena quasi teatrale, che rendono lo spettacolo una sorta di “rock-opera”. Se vi hanno incuriositi, potete segnarvi nell’agenda il loro prossimo album in uscita il 17 Luglio, You’re Gonna Need a Little Music, e la loro data all’Alcatraz di Milano il 17 Ottobre.
Nate sull'isola di Wight, le Wet Leg sconvolgeranno tutti con il loro sound post-punk pieno di energia. Fresche del loro ultimo album Moisturizer (2025), che ha debuttato al numero uno nel Regno Unito, faranno tappa anche in Italia a fine giugno a La Prima Estate, in apertura ai Twenty One Pilots. Il duo è nato quasi per scherzo dall'amicizia delle due musiciste, tanto che anche il nome deriva da un'espressione della loro isola per indicare i turisti, e una strana intuizione: "doveva essere un nome che si potesse scrivere anche attraverso le emoji".
4 GIUGNO
Headliner della seconda giornata, i Massive Attack portano sul palco molto più di un semplice concerto: il loro è un live che unisce musica elettronica e visione politica. Con una produzione discografica discontinua e una formazione variabile negli anni, il gruppo di Bristol resta però fedele alla propria identità: trasformare la musica in uno spazio di riflessione sul presente. Tra visual d'impatto e suoni ipnotici, ci si può aspettare un set che affianchi un'esperienza immersiva all'attivismo, parte integrante del loro linguaggio artistico.
La lineup si arricchisce con uno dei nomi più interessanti della scena elettronica: Yousuke Yukimatsu. Le sue selezioni mescolano techno, elettronica sperimentale, hip‑hop e tracce più pop, passando da un genere all’altro, in un flusso ininterrotto che rende i suoi set accessibili ma mai scontati. Dai club underground di Kobe e Osaka, la sua traiettoria cambia radicalmente nel 2016, quando è costretto a fermarsi per affrontare un tumore al cervello: una volta concluso il percorso di cura, torna in consolle con ancora più energia, dando un nuovo impulso alla sua carriera. Nel 2025 avviene la consacrazione a livello internazionale con il suo set Boiler Room, capace di unire sperimentazione e intrattenimento; proprio perché i suoi set nascono sul momento, Yukimatsu non lavora in studio né pubblica regolarmente: non cercatelo su Spotify, cercatelo sotto cassa.
A dicembre 2025 il nome di Cameron Winter viene messo tra quelli più piccoli insieme agli artisti che formano la prima giornata; a oggi invece il giovane di Brooklyn è sotto i riflettori come una delle premesse più interessanti nel panorama musicale. Classe 2002, il cantante sta portando in giro per il mondo uno show intimo che vede come protagonisti solo lui e un pianoforte, un solo strumento che gli basta per dare voce al suo disco di debutto del 2024 Heavy Metal, e arriva il 4 giugno a incantare Barcellona.
Con molte probabilità, una grossa fetta di pubblico a fine concerto si sposterà ad aspettare che arrivi il turno dei Geese, band capitanata proprio da Winter e formata da altri tre suoi coetanei. Con loro si va in un’altra dimensione, fatta di rock frenetico, sperimentazione sonora, testi a tratti aggressivi fatti di frasi e parole che si ripetono in modo quasi esasperato: questi sono alcuni degli ingredienti del loro terzo e ultimo disco Getting Killed, che i giovani musicisti porteranno anche a Milano il 19 Agosto, al Magnolia.
5 GIUGNO
Tra le band più influenti della musica alternativa, i The Cure arrivano il 5 giugno sul palco del Primavera Sound con oltre quarant’anni di carriera e un immaginario immediatamente riconoscibile. Nel corso di una discografia vastissima hanno saputo alternare brani più cupi e atmosferici ad altri più accessibili e accattivanti, mantenendo sempre un legame emotivo forte con il proprio pubblico e diventando un punto di riferimento per intere generazioni. Tra culto e mainstream, restano un caso raro: una band capace di trasformare fragilità e introspezione in un linguaggio universale, senza mai perdere la propria identità. E noi non vediamo l’ora di ballare, piangere, saltare e abbracciarci sotto il loro palco.
Un’altra artista a essere finita sulla bocca di molti in questi ultimi mesi è la cantante britannica PinkPantheress, che si esibirà il 5 giugno. Pseudonimo di Victoria Beverly Walker, la giovane pop star ha saputo far parlare di sè grazie al suo ultimo mixtape Fancy That, una produzione dance-pop di 20 minuti, ma anche grazie alla sua personalità: il suo passato da cantante in una cover band del gruppo rock My Chemical Romance, la fama arrivata quando ancora rilasciava musica su TikTok senza mostrare il viso, il look caratterizzato da parrucche biondo fragola e vestiti a plaid, e soprattutto la genuinità, che riesce a far trasparire quando è sotto ai riflettori. Con i suoi testi ironici e la sua leggerezza davanti alle telecamere, bastano pochi secondi per capire che PinkPantheress è un’artista capace di non prendersi troppo sul serio, rivelandosi una vera scoperta per chi dalla musica cerca proprio questa spontaneità, capace di far divertire noi, ma se stessa in primis.
Sempre il 5 giugno, arriva Ethel Cain, alter ego di Hayden Anhedönia, che unisce nella sua produzione dream‑pop, folk ed elettronica, costruendo brani stratificati che puntano più sull’atmosfera che sull’immediatezza e orecchiabilità. La fama arriva nel 2022 con Preacher’s Daughter, un concept album narrativo ambientato nell’America rurale che segue la storia del suo personaggio tra religione, famiglia e violenza. I suoi testi sono diretti ma evocativi, raccontando esperienze personali, a tratti autobiografiche, e immaginarie, accompagnati da performance al tempo stesso essenziali e intense; il tutto contribuisce alla creazione di un vero e proprio universo, nel quale sono centrali la componente emotiva e il profondo legame con il pubblico.
A chiudere il secondo giorno sono il gruppo svedese Viagra Boys, che con il loro post-punk terranno in piedi chi andrà a sentirseli alle tre del mattino (sicuramente noi). Viagr aboys è il titolo del loro ultimo disco, che rimane fedele alle tematiche portate avanti dalla band in questi anni: nonostante il cantante Sebastian Murphy abbia ammesso la sua volontà di produrre un album meno politico rispetto ai precedenti, l’ironia viene comunque usata per parlare di mascolinità tossica e fragile, iper consumismo, disforia, auto-distruzione causata dalle dipendenze… Insomma, partecipare a un loro show non significa solo divertimento assicurato, ma soprattutto condividere con la band un forte punto di vista sulla società odierna.
6 GIUGNO
Ecco gli headliner, e che headliner, del 6 giugno: i Gorillaz! Un nome che chiunque ha sentito almeno una volta in vita sua: del resto, come non restare colpiti da una band costituita da quattro personaggi animati? Questa idea nasce dalla creatività di Damon Albarn, che, dopo dieci anni di carriera come frontman dei Blur, decide di intraprendere questo progetto musicale in parallelo, dopo l’incontro con il fumettista Jamie Hewlett. Il nono e ultimo album uscito a febbraio è “The Mountain”: dalla durata di un’ora, e ricco di collaborazioni, il disco nasce dal bisogno di Albarn ed Hewlett di elaborare due gravi lutti, creando un mondo elettro-pop dove fare interrogare i propri personaggi sulla morte e quello che ci può essere dopo. Un progetto che non ha deluso i fan, e che arriva anche da noi il 27 giugno a Lido di Camaiore (per La Prima Estate Festival) e il 25 luglio a Trieste, Piazza dell’Unità.
Il cantautorato non può certo mancare, e i Big Thief in questo caso sono la scelta giusta. Band formatasi a Brooklyn nel 2015, hanno all’attivo 6 dischi che uniscono il folk rock alla penna di Adrianne Lenker, cantante del gruppo, che con i suoi testi riesce a trasformare l’intimità del suo vissuto personale in immagini universali, in cui gli ascoltatori possono specchiarsi. La band tende infatti, nelle sue esibizioni, a unire il suo repertorio a quello di Lenker e Buck Meek, chitarrista, entrambi con carriere da solisti all’attivo. Ma non solo a Barcellona: il tour di Double Infinity, nome del loro ultimo lavoro, proseguirà anche al Circolo Magnolia di Milano domenica 14 giugno: un’occasione per lasciarsi sorprendere dal talento di questi tre musicisti, e soprattutto dal forte ed evidente amore per la musica che li lega da più di dieci anni ormai.
Mescalina vi aveva già accompagnati al live di Little Simz all’Alcatraz lo scorso settembre, ed è proprio per questo che siamo felici di tornare a parlarne anche in questa occasione, per il suo set. Non torna con un nuovo album, ma con l’EP Sugar Girl, che conferma il suo hip‑hop irriverente e contaminato, capace di muoversi tra diverse influenze senza perdere identità. Con lei si va sul sicuro: energia, presenza scenica e una scrittura sempre incisiva. Speriamo che il contesto festivaliero riesca a esaltare ancora di più il suo impatto dal vivo, soprattutto nei brani più immediati e coinvolgenti, che di certo non mancano nel suo repertorio.
Passa quasi inosservata nella lineup, ma la presenza di Anna Von Hausswolff al festival è un’occasione da non sottovalutare. La sua musica nasce a Göteborg, in Svezia, e dal 2008 si sviluppa attraverso 6 album che mescolano rock sperimentale e ambient pop, con un frequente uso dell’organo a canne. Chi l’ha vista dal vivo può confermare: l’esecuzione dal vivo di ICONOCLASTS, suo ultimo disco, è impeccabile; la sua voce suona esattamente come in cuffia, e il talento della band che l’accompagna riesce addirittura a elevare la produzione dell’album. È impossibile non restare incantati davanti a questa artista, che fortunatamente farà tappa in Italia quest’estate ad Agosto: Genova l’8 al Lilith Festival, Rimini il 9 alla Sagra Malatestiana, l’Aquila il 10 in occasione di Paesaggi Sonori.
Per l'ultimo giorno, al festival arrivano i Kneecap, fenomeno nordirlandese difficile da classificare: parte hip‑hop ed elettronica, parte inglese e gaelico, sempre in bilico tra importanti temi sociali e puro cazzeggio. Provocatori e politici, nei loro testi attaccano senza mezzi termini il colonialismo britannico e riflettono sulle tensioni sociali dell’Irlanda, rivendicando con forza la loro lingua e identità culturale. Parallelamente alla musica, si sono raccontati anche nel folle film autobiografico Kneecap, che ripercorre le origini della band, in cui interpretano loro stessi, e hanno fatto discutere anche per questioni legali: il frontman Mo Chara è stato incriminato nel Regno Unito per un reato legato al terrorismo, per le sue posizioni dichiaratamente pro-palestinesi, per poi essere prosciolto per un vizio procedurale. I loro live sono un concentrato puro di energia, assolutamente da non perdere nelle tre tappe italiane di giugno a Milano, Bologna e Roma.
Si prospettano giorni entusiasmanti, nella magnifica atmosfera di Barcellona...