Little Simz

live report

Little Simz Only love in my heart, love will set us free: Little Simz all'Alcatraz di Milano

di Giovanna Mentasti

Concerto del 25/09/2025

#Little Simz#Rock Internazionale#Alternative

L’Alcatraz si riempie velocemente nei pochi minuti che anticipano l’inizio del concerto, e, in questo fiume di persone che si riversa al suo interno, la prima cosa che si può notare è la varietà del pubblico: anagrafica, di genere, etnica. In un panorama contemporaneo, dove i concerti diventano sempre più proibitivi ai più, per il loro investimento importante di soldi ed energie, portando alla creazione di specifiche nicchie di spettatori, vedere un insieme così eterogeneo è una boccata d’aria fresca.

Del resto, era possibile aspettarselo: Little Simz, all’anagrafe Simbiatu Ajikawo, londinese di nascita, ma nigeriana d’origine, si è affermata nel panorama hip-hop e R&B incarnando nella sua musica e nella sua persona un melting pot di culture e influenze; anche se “sometimes she might be an introvert”, come suggerisce anche il titolo di un suo disco, Simz non adotta mezze misure, quando si tratta di farsi valere in qualità di donna in un ambiente a prevalenza maschile, o riflettendo sulla propria condizione di inglese di prima generazione. Il tour che approda a Milano è a supporto del suo più recente album, Lotus, culmine di una carriera, artistica ma anche personale, vissuto dalla cantautrice in modo emotivamente teso, quasi come se fosse “il suo ultimo album”, in quanto segnato dall’interruzione dei rapporti con il collaboratore di lunga data Inflo, verso cui Simz ha intentato una causa per motivi finanziari.

Non a caso, il set si apre con Thief, una dichiarazione di intenti e un’accusa al produttore, mentre la cantante emerge dalle quinte di un fiore di loto che domina il palco, come una rinascita catartica attraverso il live show. La trentunenne di Islington è affiancata in questo viaggio nei propri valori e nelle proprie radici da una band – basso, batteria, tastiere e chitarra elettrica – capace di arricchire il tappeto sonoro senza imporsi, lasciando che l’artista colpisca in modo preciso con i suoi versi. Dall’energia che porta sul palco, non si direbbe che la mattina stessa sia stata sul punto di cancellare il concerto per motivi di salute, come confida al pubblico. In quest’ottica, il dj set che segna la metà dello show, composto da Mood Swings, Fever e SOS, che vede Simz dietro alla consolle, appare quasi come un momento per lei in cui ricaricarsi attraverso l’energia del pubblico, per concludere con una porzione più introspettiva dello spettacolo. La riconoscenza di Simz nei confronti degli spettatori è palpabile, così tanto da ritagliarsi un momento dopo Only in cui, mentre echeggia il ritornello del brano, si mette ad autografare cd e vinili porti dai fan delle prime file.

È sempre bello quando, per un’ora e tre quarti, un locale di Milano diventa un mondo in miniatura, senza conflitti, senza timori. Only love in my heart, love will set us free; e quale posto e momento migliore per pensarlo che a un concerto?