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Rock Internazionale • Songwriting • Folk Rock

The Vad Vuc Vadavialcovid

2020 - Self Produced

07/11/2020 di Fabio Baietti

#The Vad Vuc#Rock Internazionale#Songwriting

Vent'anni di carriera, celebrati con due live teatrali soldout, davanti a 700 mascherine plaudenti ed entusiaste, nonostante tutto. La pandemia non ha fermato The Vad Vuc e la  loro innata capacità di far sudare e pensare i tanti fans, senza soluzione di continuità.

Idee ed ispirazione, passione per la Musica ed un fortissimo senso di comunità, al proprio interno e verso la loro realtà sociale. Il risultato di questi preziosi elementi è un disco intenso e senza riempitivi, summa di stili e tematiche che, seppur già toccate in passato, possiedono  una freschezza ribalda, una fierezza sbattuta in faccia fin dal titolo, Vadavialcovid, che non occore essere di origine insubrica per comprendere.  Il colpo d'acchito, Piano, viene lasciato all'amico Simone "Savo" Savogin, eccelso poeta slum che slalomeggia tra le sue ardite rime, rivestite musicalmente da Fabio Martino come se le Negresses Vertes di Helno fossero nate in Ticino. Gli omaggi a miti di celluloide (una movimentata Bud & Terence), all'eroe per caso di turno (la rombante Giani Mutur), a quell' Irlanda con i suoi eterogenei ritmi colorati di verde smeraldo (Holloway Bvd, e Irish Medley), serviranno a rimpolpare la versione più "movimentata" deil'agognata nuova stagione live della band.


Il bello di questo disco, però, è la conclamata certezza che la scrittura di Mihele "Cerno" Carobbio assurga a vette di notevole lirismo in molti brani. Nel rock di Via da Chiasso si tocca il tema dello smarrimento che va oltre luoghi, lingue e confini, reali e sociali mentre Occ è la parte romantica della Luna, brillante anche a Coldrerio nelle sere d'estate. Rimangono due gemme preziose ed un piccolo capolavoro, perché quando una canzone pizzica il cuore fino alle lacrime, non ho altra definizione in faretra. E così la Valisa da Sass parte da Spoon River ma può fernarsi su qualsiasi ponte, prima di cadere nel fiume. Splendida ode alla tragedia dell'indifferenza, perché  in fondo, "chi mi conosce veramente?"


A volte capita, come la mai dimenticata Caro Dottore, riflette in modo crudo, diretto quanto Cerno, diretto protagonista dei due testi, si avvalga della forma canzone per raccontare paure e speranze, buio improvviso e luce accecante. Ma è con Kursk che The Vad Vuc firmano il loro pezzo della carriera. Una canzone da ascoltare nel silenzio della propria stanza o di un teatro, il violino che ricama negli abissi, del mare o dell' anima non fa alcuna differenza. Marinai e migranti, sottomarini e barconi, il Mar di Barents, il Mediterraneo e l'oceano senza nome di troppe solitudini.

Sdoganiamo i Vad Vuc, una volta per tutte!!!

Da segnalare che l'intero ricavato delle vendite del cd verrà devoluto alla Federazione Cantonale Ticinese Servizi Ambulanze

Track List

  • Piano
  • Holloway Boulevard
  • Bud & Terence
  • Kursk
  • Irish medley (Fermoy lasses, Connaughtman`s rambles, The Kerry polka)
  • Via da Chiasso
  • A volte capita
  • Giani mutur
  • Valisa da sass
  • Occ
  • Capito (Maslana)

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