Il fondo del barile <small></small>
Italiana • Canzone d`autore • Folk

The Vad Vuc Il fondo del barile

2026 - TVV

30/05/2026 di Laura Bianchi

#The Vad Vuc#Italiana#Canzone d`autore

Quando si dice "il fondo del barile", l'accezione è negativa, nel luogo comune. Ma The Vad Vuc non rispettano i luoghi comuni; il collettivo italo ticinese con sede a Mendrisio, Ticino, con il nuovo disco Il fondo del barile non raschia in cerca di rimasugli poco significativi, ma, come loro stessi scrivono, "crediamo debba esserci una lettura alternativa dietro al titolo di questo lavoro. È proprio quando si tocca il fondo che spesso avviene la svolta: questo fondo, il nostro fondo, è il punto da cui ripartire. Il fondo è un momento di verità e lucidità, e l’unica direzione possibile da prendere è risalire."
E, in fondo, di questo abbiamo bisogno noi ascoltatori: di momenti di verità, di lucidità, di uscire a riveder le stelle di canzoni scritte col cuore, cantate con l'anima, dai testi ficcanti, critici riguardo alla nostra contemporaneità, nel solco della loro tradizione, loro (si ascoltino Album postumo o Disco orario per capire) e di quel combat rock intinto nell'acqua del Liffey e nella Guinness, dai Pogues ai Modena City Ramblers. 

Ecco quindi questo pugno di canzoni, qualcuna che ha già qualche anno, ma tutte attuali,  un pugno nel ventre molle di questa società svenduta: Sabotage sfodera versi (in italiano) come "Sabotiamo tutti i silenzi Sabotiamo i potenti Sabotiamo tutti i muri Sabotiamo i paraculi che Non prendon posizione"; Nemvìa (Andiamo via) scritto 35 anni fa da Fabio Martino, che vede la partecipazione di Archetti Maestri (Yo Yo Mundi) alla scrittura, ci annuncia che "I ragazzi coi baffi lucidi e arricciati Hanno preso una grande decisione Diserteranno il business delle discoteche E quei fottuti trapper, i sample e il materialismo che c'è"; e la splendida Lacrime Nere prende, con rispetto e delicatezza, la voce dei morti di Crans Montana, che sono "lacrime nere con un nome ma senza pace Mentre voi cinicamente mostrate, filmate e commentate Con una fame morbosa, questo dramma umano Per una piccola lacrima nera in primo piano". Una critica, profonda e  coraggiosa, contro la pornografia del dolore e la strumentalizzazione,  praticate in modo morboso dai social e da tutti i media dopo la tragedia.

Il coraggio di Michele “Cerno” Carobbio sta tutto nei testi, che passano dall'italiano al dialetto senza strappi, tanta è la potenza dei versi, frutto di un vissuto intenso e di una riflessione ricca di sensibilità, e che anche quando traducono dall'inglese dimostrano una perfetta conoscenza del valore della traduzione che non è mai tradimento. Ad esempio, confrontando il testo originale del capolavoro di Shane MacGowan White City col dialetto, questo emerge nettamente: Here a tower shinning bright Once stood gleaming in the night Where now there's just the rubble in the hole There the paddies and the frogs diventa Chì sperlüsiva una tur Cumè paillette in dala nòcc Mò gh’è un böcc cun la maròca traia là Gh’eva irlandés e maja-ran, ossia Qui luccicava una torre Come paillette nella notte Ora c’è un buco con scarti edili buttati là C’erano irlandesi e mangia-rane (e quanto è più efficace il dialettale maròca rispetto all'italiano scarti edili...).

Il lavoro di traduzione non si ferma qui: da brividi e lacrime è anche la reinterpretazione del brano di Trent Reznor Hurt, che diventa Ferii, e che non fa rimpiangere la versione di Johnny Cash. In ogni caso, la scelta è esplicita: il punto di vista è di chi vive al fondo del barile sociale, gli scarti, gli ultimi, che però, se seguiamo il principio autenticamente evangelico, sono i primi, ricchi come sono di umanità e dolore.

Musicalmente, grazie agli arrangiamenti di Fabio Martino, il gruppo realizza il piccolo miracolo di donare omogeneità a tanti spunti, sia testuali, sia musicali, e i componenti vanno tutti citati, perché emergono proprio il lavoro collettivo, l'energia e la passione di tutti: Michele “Cerno” Carobbio -Voce, Chitarre, Mandola, Sebastian “Seba” Cereghetti -Mandolino, Trombone, Cucchiai, Davide “Boss” Bosshard-Susafono, Tastiere, Basso,  Giacomo “Jacky” Ferrari -Basso, Banjo, Batteria, Cori,  Fidel “Fid” Esteves Pinto -Flauti, Tromba, Fabio “Mago” Martino -Fisarmonica, Tastiere,  Roberto “Drugo” Panzeri-Batteria, Alberto “Albi” Freddi -Violino, Simone “Savo” Savogin-Poesie e spoken word in Obrigado, sarcastica critica in portoghese e ticinese contro chi esporta la democrazia, Vito “Vito” Martin-Audiofonia e Riccardo “Brega” Brega-Consigli e Pazienza. A loro, si aggiungono  Federico “Freddie” Albertoni basso elettrico in Nemvìa, Lacrime Nere, Nabumba, Obrigado, Sulla Luna, Fabrizio Barale chitarra acustica ed elettrica in Bambina, Rossana Taddei, voce nell'inno alla libertà di sbagliare Sulla Luna, l'anglo irlandese Dave Norton voce e chitarra acustica e Moreno Fontana mandolino, entrambi nella ballata tradizionale antiwar Arthur McBride, cantata in inglese vent’anni fa da Norton, e in dialetto da Cerno, e riproposta qui.

Scendiamo anche noi in fondo al barile: ci troveremo, finalmente, sincerità, solidarietà e bellezza.

Ed ecco il loro TOUR DE FORSE… tutto svizzero, in attesa di altre date:
4 giugno, Bellinzona
6 giugno Hallau
19 giugno, Poschiavo
20 giugno Coldrerio
14 luglio, Muralto
1 agosto, Caslano
7 agosto, Sobrio
28 agosto, Novaggio

 

Track List

  • Sabotage
  • Nemvia
  • Lacrime Nere
  • White City
  • Ferii
  • Nabumba
  • Obrigado
  • Bambina
  • Sulla Luna feat. Rossana Taddei
  • Arthur McBride feat. Dave Norton

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