Labor of Love<small></small>
Jazz Blues Black − Blues

Taj Mahal

Labor of Love

2016 - MUSIC MAKER RELIEF FOUNDATION
26/03/2017 - di
Questo disco nasce grazie a Tim Duffy, fondatore nel 1994 della Music Maker Relief Foundation, una organizzazione non-profit dedicata ad aiutare gli eroi e i veri pionieri delle tradizioni musicali del Sud (soprattutto i musicisti locali di Nord e Sud Carolina). Duffy incontra Taj Mahal ed inizia a collaborare con lui negli anni ’90 e lo stesso Taj viene più volte invitato a Pinnacle, una cittadina rurale nel Nord Carolina dove vive Tim Duffy e più tardi nella nuova sede e quartier generale della Music Maker Relief Foundation a Hillsborough nella Carolina del Nord.

Taj, nel corso degli anni, è influenzato da vari artisti, cosiddetti minori, musicisti e bluesmen ai più sconosciuti come Cootie Stark, Neal Pattman, John Dee Holeman, Beverly Guitar Walkins, Cool John Ferguson, Etta Baker e Algia Mae Hinton con i quali suona, l’incontra qua e là e da loro apprende parecchio.
Le registrazioni di questo doppio album in vinile, a tiratura molto limitata, (non più di mille copie)  sono state effettuate grazie ad un sistema audio di altissima qualità, il leggendario Mark Levinson, donato per l’occasione a Tim Duffy, con tanto di microfoni speciali Bruel & Kjjaer ed altre diavolerie varie.

Le registrazioni sono state effettuate grazie a questo impianto in camere d’albergo a Chicago, Cleveland e Dallas, principalmente nel 1995 e nel 1998, e sono fenomenali, sia per la pura bellezza delle incisioni sia per l’intensità, la bravura e l’anima profondamente blues di Taj Mahal e dei suoi graditi ospiti musicisti. Di Algia Mae Hinton era già uscito per la Music Maker un CD Honey Babe nel 1999, il suo album di debutto a 68 anni (un EP era già apparso a metà anni ’80 per la Audio Arts), la reginetta del Piedmont Blues. Sempre per Music Maker e sempre nel 1999 ecco un CD di John Dee Holeman dal titolo Bull Durham blues. Nel 2004 era stato invece pubblicato un CD intitolato Music Makers with Taj Mahal in cui ci sono 16 brani con naturalmente Taj Mahal e con il coinvolgimento di Etta Baker (nata a Morganton nel Nord Carolina nel 1913), John Dee Holeman (classe 1929, di Durham, Nord Carolina), Cootie Stark (originario di Abbeville nella Anderson County nel Sud Carolina nel 1927), Neal Pattman (nato ad Athens, Georgia nel 1926), Lightin’ Wells, Algia Mae Hinton (nata a Johnson Country nel Nord Carolina nel 1929) e Cool John Ferguson (nato nel 1953 a St. Helena nel Sud Carolina). Cootie Stark ha invece inciso due album, pubblicati rispettivamente nel 1999 e 2003 dalla Music Maker. Un altro CD sempre per la Music Maker di Tim Duffy è intitolato Etta Baker with Taj Mahal ed è stato pubblicato nel 2004. I dischi sono registrati e prodotti naturalmente, neanche a dirlo, da Timothy Duffy e nel disco Music Makers with Taj Mahal, Algia Mae Hinton già interpretava I ain’t the one you love che appare in questo nuovo doppio LP Labor of love

Il mitico ed eroico Taj Mahal s’inchina in ginocchio e s’immerge nelle limpide acque del folk-blues più rappresentativo e riemerge in superficie con un documento sonoro e musicale di prim’ordine che riporta e lega la tradizione e il passato al presente, il risultato è semplicemente sbalorditivo.


La facciata A con 3 brani include Stagger Lee (Stack-O-Lee) registrata in una stanza d’albergo nel 1998 a Houston. Questo progetto nasce proprio da quella magica serata in cui vi si ritrovano Tim Duffy, Taj Mahal e la figlia di Katie Mae che venne immortalata da Lightin’ Hopkins nel suo classico Katie Mae Blues. Taj afferra la chitarra acustica e comincia a suonare Stagger Lee, Walking blues ed altri pezzi, Duffy sta registrando e così ecco le registrazioni che vengono date alla luce quasi vent’anni dopo! A seguire Shortinin’ Bread (Shortenin` Bread, Short`nin` Bread o Sho`tnin` Bread) che è stata scritta da James Whitcomb Riley nel 1900 e la prima versione ufficiale di stampo folk è pubblicata nel 1915 da E.C. Parrow. Una tradizionale plantation song la cui versione qui presente in questo Labor of love è davvero magnifica, con Neal Pattman voce solista e armonica e Taj Mahal al banjo. Il terzo pezzo My Creole Belle venne incisa da Mississippi John Hurt nel suo album Avalon blues nel 1963 ed è un cavallo di battaglia di Taj Mahal che qui si presenta tutto solo per voce e chitarra. My creole Belle ancora una volta conferma la sua perfetta conoscenza e padronanza dello stile delicato fingerstyle di Piedmont (una regione ed altopiano nella costa orientale degli Stati Uniti tra la pianura costiera dell’Atlantico e i Monti Appalachi e situata in parte nel New Jersey, Alabama e Nord Carolina). Taj Mahal ritiene invece che questo brano é la giusta combinazione dello stile fingerpicking di Mississippi John Hurt, Elizabeth Cotton ed Etta Baker (entrambe della Carolina del Nord) ma che sia stato particolarmente influenzato dalla lingua mandingo e dalla terra Mandinka dell’Africa occidentale (Gambia, Guinea-Bissau e Senegal).

La facciata B si apre con I ain’t the one you love con Algie Mae Hinton (nata il 29 Agosto del 1929 e nella Contea di Johnston nella Carolina del Nord e che oggi ha 87 anni ed é tra gli eroi regionali) al canto e chitarra a 12 corde mentre Taj Mahal inaspettatamente suona il contrabbasso!La collezione e il repertorio non sarebbero stati completi senza una fresca versione di Fishin’ blues sempre avvolgente e soltanto un virtuoso come Taj Mahal poteva pescare Mistreated blues dove suona un febbrile piano honky-tonk accompagnando John Dee Holeman voce e chitarra. Zanzibar è un altro pezzo originale di Taj scritto in compagnia di Angelique Kidjo, già riproposto ed inciso altre volte (ad esempio nell’ultimo album di Taj Mahal intitolato Maestro del 2008) ma con l’arrangiamento qui presentato non lo si era mai sentito con il suo splendido assolo di chitarra.I brani acustici suonano davvero intimi, spontanei, genuini con un Taj Mahal davvero ispirato e perfettamente a suo agio con i brani tradizionali qui in grande spolvero. La facciata C trova un Taj Mahal assai arzillo in un assolo per armonica e Cootie Stark (alias Johnny Miller o James Miller il vero nome) deceduto a 77 anni nell’Aprile del 2005 che canta So Sweet, il classico giro di blues, in maniera lineare da artista navigato e frutto di una grande esperienza.

La facciata C trova un Taj Mahal assai arzillo in un assolo per armonica e Cootie Stark (alias Johnny Miller o James Miller il vero nome) deceduto a 77 anni nell’Aprile del 2005 che canta So Sweet, il classico giro di blues, in maniera lineare da artista navigato e frutto di una grande esperienzaSpike drivers blues, brano d’apertura innanzitutto del fenomenale album di Taj Maestro del 2008, qui incisa dieci anni prima, é un intenso e vibrante talkin’ blues assai differente dalla versione originale di Huddie William Ledbetter, in arte Leadbelly (1889-1949), brano conosciuto anche con il titolo di Take this hammer (insieme a John Henry risalgono al 1870 circa) e arrivata a noi nella versione di Leadbelly a 78 giri nel 1940 e nel 1942 e poi incisa anche da Merle Travis nel 1947. Il pezzo appare anche nell’album Kulanjan inciso nel 1999 da Taj Mahal con Toumani Diabaté (altro suonatore di kora) edito dalla Hannibal records.Sempre a proposito di questo pezzo, vale la pena ricordare cheTaj Mahal a metà anni ’70 con Alhaj Bai Konte (maestro del Gambia che suona la Kora) ha suonato assieme a lui per diverse settimane, suonato su un album pubblicato dalla Flying Fish di Bai Konte (1920-1983) e suo figlio Dembe con Taj Mahal. In Gambia ed in terra africana con Alhaj Bai Konte, Taj Mahal si è fatto chiamare Dadi Kouyate. Spike drivers blues ricorda nelle tonalità e nella cadenza una delle mie canzoni preferite di Taj Mahal in assoluto intitolata Little Brown dog, pura magìa. Hambone vede John Dee Holeman al canto con Taj e lo stesso John Dee che usano la tecnica hambone, sfregando e battendo le mani sulle loro gambe e cosce perfettamente sincronizzati al ritmo e alla rima di un testo esemplare.

La facciata D ci offre un Taj Mahal per solo voce e chitarra in Walkin’ Blues, conosciuta nella versione originale del leggendario Robert Johnson ma Taj è capace di presentarla qui in una forma inedita, singolare, alla sua maniera, poi Etta Baker (Piedmont Blues) è protagonista con John Henry in un viaggio nel Mississippi Delta con Taj alla chitarra slide. In chiusura Song for Brenda con una stupefacente performance. Cool John Ferguson suona la chitarra elettrica alla George Benson tanto da lasciare mozzafiato. Taj è al contrabbasso e per la prima e unica volta fa capolino una batteria suonata da Ardie Dean.Blues acustico senza fronzoli, una linea melodica che attinge da un formulario tradizionale. Taj Mahal è un vero maestro, un campione, un vero etnomusicologo ed un grande interprete. Nessuno come lui sa rielaborare pagine della tradizione nera. Il suo linguaggio universale frutto di una immensa competenza, un repertorio infinito ed una contagiosa vitalità lo vedono primeggiare in una sorta di lettura delle pagine più importanti dell’enciclopedia musicale nera. Labor of love é frutto di un vero atto d’amore per la musica e per il blues ed i risultati sono sorprendenti. Se avete mai sognato di avere Taj Mahal a casa vostra, nel vostro salotto, sentendo questo disco vi farà lo stesso effetto!

Dettagli tecnici, artistici e musicali:
Trattasi di doppio LP in vinile in tiratura limitata, edito nel 2016 con registrazione più che eccellente.
Registrato con una risoluzione 16 bit/44.1K (il massimo negli anni ’90)
Definizione delle registrazioni: fields recordings (registrazione sul campo come faceva a partire dal 1946 e nei due decenni successivi Alan Lomax ad esempio).
Stampato alla QRP Quality Record Pressings.
Vinile in 200 grammi edito dalla Analogue Productions specializzata in dischi e ristampe di album assai importanti e dall’incisione superba con un repertorio di artisti notevole che spaziano da Ben Webster a Buddy Holly, Joan Baez, Stevie Ray Vaughan, Leon Russell, Lynyrd Skynyrd, Cowboy Junkies, Joe Walsh, Dr. John ma anche Duke Ellington, Nat King Cole, Blood Sweat & Tears, Beach Boys, i Doors, Creedence Clearwater Revival, Norah Jones, Herbie Hancock, Dave Brubeck, Nina Simone, Otis Redding Harry Belafonte e che pescano dai cataloghi di prestigiose etichette come His Master’s Voice, Prestige, Verve, Impulse e RCA/Decca. (vedere ACOUSTICSOUNDS.COM oppure QUALITYPRESSINGS.COM ).
Taj Mahal pubblica con Labor of love, il suo 47° album ufficiale.
Taj interpreta 6 brani da solo e 7 duetti con gli ospiti sopra citati.
Taj in questo disco suona il pianoforte, chitarra, banjo, slide guitar, armonica, contrabbasso e l’hambone (ndr. il brano Hambone é suonato schiaffeggiandosi l`esterno delle cosce e si dice fare l`hambone con la mano aperta. In notazione musicale, la nota sarebbe una semiminima.
Registrato nel 1998 durante un tour in 42 città organizzato dalla Music Maker negli Stati Uniti.
Data pubblicazione: 16 Dicembre 2016

Track List

  • Side A
  • Stagger Lee
  • Shortnin’ Bread (con Neal Pattman)
  • My Creole Belle
  • SIDE B
  • I ain’t the one you love (con Algia Mae Hinton)
  • Fishin’ Blues
  • Mistreated Blues (con John Dee Holeman)
  • SIDE C
  • So sweet (con Cootie Stark)
  • Spike drivers Blues
  • Hambone (con John Dee Holeman)
  • SIDE D
  • Walkin’ Blues
  • John Henry (con Etta Baker)
  • Song for Brenda (con Cool John Ferguson)

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