Stray Dogs<small></small>
Jazz Blues Black • Impro • Elettronica

Stefano Meli Stray Dogs

2020 - Viceversa Records

08/05/2020 di Laura Bianchi

#Stefano Meli#Jazz Blues Black#Impro #Anna Garcia Galba #Ugo Rosso #Massimo Martines

Cosa significa essere un chitarrista di frontiera? Chiedetelo a Stefano Meli, ottimo esempio di come uno strumento possa essere usato non solo per ripetere stilemi già sentiti, ma per scavare dentro di sé, alla ricerca di sonorità inedite, nuove, spesso discordanti, eppure in miracoloso equilibrio fra loro. Il compositore siciliano, nel suo settimo lavoro, spinge oltre la propria indagine, dando voce a tutti gli Stray dogs del mondo, cani randagi, che, felici del proprio essere outcasts, scorrazzano nei territori più diversi, contaminando e sperimentando echi, suggestioni, atmosfere sempre nuove.

È un ascolto difficile, quello delle otto tracce, che vedono impegnati, oltre a Meli (chitarra elettrica, chitarra acustica, armonica, xilo, slide, tamburello in The Stranger), anche Anna Garcia Galba al violino, Ugo Rosso, batteria, tamburi, percussioni e Massimo Martines, chitarra acustica in Far. Ma è un ascolto molto appagante, nel momento in cui ci si connette con il mondo visionario di Meli, in cui trovano posto fantasmi e stranieri, assenze e grandi spazi, in uno scenario denso di fotogrammi cinematografici, quasi che le tracce fossero la colonna sonora di un viaggio randagio alla conquista di sé stessi.

In Absence gli echi suscitano sogni e nostalgie; l'uso sapiente della slide evoca il deserto e il percorso solitario, al limite di una frontiera dell'anima; nella traccia che dà il titolo all'album, sono lancinanti i vibrati che, come nella copertina, disegnano anche scenari in bilico fra Paris, Texas e The day after, così come Ghost Ship, forse la composizione più intensa, ricca di delay e di percussioni discrete, ma incisive, che ricreano un clima sospeso, in cui rari gabbiani stridono, in cerca di un mare sempre più lontano.

Eppure non si pensi a un lavoro angosciante, né alla prova di bravura di un virtuoso della chitarra; Meli sa come mettere la propria esperienza al servizio di una visione complessiva, e ci porta nel proprio mondo, sospeso fra paura e speranza, fra consapevolezza della complessità dell'esistenza e forza nel voler superare le inevitabili difficoltà di questo percorso nel deserto che spesso è la vita. I suoni sono quindi autenticamente blues, nel senso di colori di anime che esplorano il significato da dare allo smarrimento, al dolore e all'energia che da questo scaturiscono. Disco importante, anche in questi tempi di resistenze, fisiche e psicologiche.

Track List

  • The Stranger
  • Absence
  • Song of indifference
  • Ghost Ship
  • Down there at the bottom
  • Stray Dogs
  • Far
  • At The End

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