Hotel Tivoli<small></small>
Italiana • Canzone d`autore • indie-rock, indie-pop

Non Voglio Che Clara Hotel Tivoli

2014 - lavorarestanca /Audioglobe

30/12/2014 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Non Voglio Che Clara#Italiana#Canzone d`autore #Indie-rock #Indie-pop

Per celebrare i dieci anni del primo album dei Non Voglio che Clara, l’ormai introvabile Hotel Tivoli, Fabio De Min è tornato in studio per remissarlo e completare un brano della session del 2003, rimasto finora inedito. Ritrovano così rinnovato splendore quelle atmosfere avvolgenti, dense di fumo e ombre, che hanno fatto notare la band, pur senza regalarle la fama che avrebbero meritato le sontuose malinconie delle canzoni, stigma di uno stile inconfondibile e di un talento fuori dal comune.

Nel disco ritroviamo così ballate nostalgiche dal sapore dolceamaro, che combinano il suono morbido e classico degli archi con chitarre dolorose o volte ad intessere trame di serenità solo apparente (v. I piani per il sabato sera, dal retrogusto struggente), con pennellate di elettronica agrodolce e melodie sixties, accarezzate dalle spazzole sulla batteria, da sprazzi di fiati jazzati e da linee cadenzate e liquorose di piano.

L’inedito Se chiami rendi tutto più facile scandisce distanze e tempi che una telefonata brucerebbe, ma la chiamata non arriva e la sofferenza si dilata e dilaga. Nei versi delle altre canzoni solitudini, storie spezzate, che ti lasciano alla deriva (Hotel Tivoli) o il cui ricordo è impresso in una foto e ravvivato da progetti utopici di fuga (Quello con la telecamera), paure da accantonare per chi non fa sconti (Le paure), ultime possibilità forse immeritate e matrimoni immaturi (e/o obbligati) “fra pianto e nostalgie” (Il nastro rosa).

Nell’album ci sono dentro il minimalismo accorato di Nick Drake, le melodie vocali raffinate, “statiche” e sobriamente dolenti di Morrissey e dei suoi Smiths, la canzone d’autore italiana anni ’60 e il suo pathos generoso, pur senza lacrime o eccessi, l’amore per la quale è testimoniato dalla cover del singolo di Mina del 1965 L’ultima occasione, trasformata in marcia perentoria con squarci di lirismo per archi, con finale ex abrupto. Ma soprattutto ci sono già i Non Voglio che Clara, che possiedono il potere di trasformare in eleganza cinematica la malinconia.

Questo disco, disponibile anche in vinile 12’’ a partire da gennaio 2015, è un gioiellino che ha fatto scuola e merita ulteriore splendore. Nuovo progetto grafico ad opera dello studio Furoshiki-Design di Berlino con foto di Bruno Colajanni. 



Track List

  • Quello con la telecamera
  • Hotel Tivoli
  • I piani per il sabato sera
  • Il nastro rosa
  • Le paure
  • L’ultima occasione
  • Se ti senti sola
  • Se chiami rendi tutto più facile

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