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Intervista Non Voglio Che Clara - L’AMORE AL TEMPO DEL KEROSENE
Non Voglio Che Clara

Non Voglio Che Clara

L’AMORE AL TEMPO DEL KEROSENE


04/04/2011 - di Alfonso Fanizza
Attivi dalla seconda metà degli anni novanta, la band guidata da Fabio De Min giunge al suo terzo lavoro, “Dei cani”. Un piccolo capolavoro, un'opera assolutamente contemporanea e allo stesso tempo lontana da ogni moda musicale che mette in evidenza l’avvenuta maturità dell’essemble bellunese.

***MESCALINA: Partiamo dagli inizi: come nascono i Non Voglio Che Clara?
***NON VOGLIO CHE CLARA: Il progetto nasce all'inizio a cavallo degli anni duemila attorno ad un registratore 4 tracce a musicassetta, insieme a musicisti le quali strade si sono divise lungo il percorso. Investire fin dall'inizio la maggior parte del tempo in studio, piuttosto che in sala prove, ha contribuito a mio avviso a definire la nostra identità stilistica. Così sono arrivati presto i demo e nel 2004 il nostro esordio discografico su Aiuola Dischi.

***MESCALINA: Abbiamo sentito diverse tesi sull’origine del vostro nome. Potete, qui, toglierci ogni dubbio e spiegarci il significato?
***NON VOGLIO CHE CLARA: Una volta alla stessa domanda ho risposto che nella nostra musica c’è tutto del nostro nome: la componente femminile, l'esclusività, la negazione e la volontà e non riesco a trovare una risposta migliore. Riguardo le origini credo di essermele dimenticate, in fondo, al nome uno ci pensa all'inizio e poi non capita spesso di doverci tornar su.

***MESCALINA: Avete da poco pubblicato un nuovo album, “Dei cani”. Ci parlate di quali erano le intenzioni, i sentimenti e le idee che gli hanno dato vita?
***NON VOGLIO CHE CLARA: "Dei cani" nasce, come per gli altri dischi, con l'intento di raccontare una storia, ma più marcatamente rispetto ai dischi precedenti ritrovo in questo una sorta di corpo narrativo unico. A questo punto i nostri sforzi si sono concentrati sul creare la giusta ambientazione per la nostra storia attraverso la musica, cercando di restituirne il sapore drammatico anche senza lo strumento della narrazione, che di fatto viene sacrificata in seguito alla frammentazione dovuta all'esigenza di comporre una scaletta.

***MESCALINA: Qual è il rapporto tra testi e musica nelle vostre canzoni?
***NON VOGLIO CHE CLARA: E' essenziale, senza gli uni non esisterebbe l'altra, e viceversa. Una delle cose che ricerco sempre nella musica (pop, rock, che dir si voglia) è la simbiosi fra il testo e la musica. Senza di ciò la canzone non ha per me alcun valore.

***MESCALINA: Cosa pensate dell’attuale scena indie italiana? E come vi collocate all’interna di essa?
***NON VOGLIO CHE CLARA: Ormai anche le vendite della scena mainstream si stanno avvicinando, per numeri, a quelle del mercato indie, o indipendentemente e fra un po' non avrà più forse nemmeno senso distinguere le due cose. In quest'ottica la scena musicale italiana sta messa piuttosto male. Certo, lontano dai baracconi televisivi ci stano belle realtà e un bel fermento, di cui sentiamo o speriamo di far parte.

***MESCALINA: Qual è il vostro rapporto con i live?
***NON VOGLIO CHE CLARA: Sono il momento più impegnativo ma anche più gratificante del lavoro di un'artista.

***MESCALINA: Progetti futuri?
***NON VOGLIO CHE CLARA: Nel futuro prossimo saremo in giro a promuovere il disco, sul piano più strettamente personale ho appena terminato di produrre il nuovo disco dei Public e attraverso Lavorarestanca, questa mia piccola struttura, cercherò di dar loro una mano ad avere la visibilità che meritano.

***MESCALINA: Grazie e buona musica.

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