Late for the sky<small></small>
Americana

Jackson Browne Late for the sky

Asylum - 1974

10/03/2008 di Christian Verzeletti

#Jackson Browne#Americana

Troppo spesso descritto come un songwriter malinconico e triste, Jackson Browne era ed è (per quanto ormai viva di rendita delle sue canzoni) lontano anni luce dallo stereotipo diffuso del cantautore piagnoso.
Ne è una prova “Late for the sky”, ma lo sono pure il celebrato “Running on empty”, “The pretender” e qualche gemma sparsa qua e là nella sua carriera. Qua in sole otto canzoni supera la prova del terzo disco con una maturità già adulta rispetto all’autore che aveva prestato “Take it easy” agli Eagles: l’introspezione sentimentale dei testi e delle melodie è velata di una disincanto in cui è sottintesa la fine di un’epoca, quella degli anni ’60.
Jackson immortala una sconfitta personale e generazionale, realizzando quello che è il canto del cigno della West Coast: le melodie aperte e ben armonizzate del country-rock californiano diventano riflessioni amare sulla perdita degli ideali. Emblematica la copertina: una villetta in penombra sotto un cielo azzurro quasi irreale, con tanto di auto parcheggiata sul viale a sancire la vittoria della società borghese.
Con gli stessi toni vividi e al contempo dimessi, le canzoni si stagliano come elegie grazie al canto di Jackson e agli arrangiamenti di David Lindley (chitarre, slide e fiddle): la title-track, “Fountain of sorrow”, “Farther on” e “Before the deluge” sono ballate che non svaniscono al calar della sera, ma rimangono impresse nella memoria ben più di un romantico tramonto.
La malinconia privata si terge di una disillusione storica e delinea un “world of illusion and fantasy” in cui molti possono riconoscersi. Non ci sono riferimenti specifici alla Summer of Love, ma le allusioni alla fine della giovinezza di “Before the deluge” (“Some of them were dreamers, some of them were fools”) si specchiano nei Sixties e lasciano un ultimo anelito di speranza per un mondo in difesa del quale l’autore poi non esiterà a schierarsi ancora in prima persona (dal No Nukes al Vote For Change).

Track List

  • Late for the Sky|
  • Fountain of Sorrow|
  • Farther On|
  • The Late Show|
  • The Road and the Sky|
  • For a Dancer|
  • Walking Slow|
  • Before the Deluge

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